Nel paese di Coconino

Se vi garba l’idea di portarvi in vacanza un fumetto (una novella illustrata, un romanzo a disegni, fate voi, se ve lo portate siete già oltre questa discussione che mi accompagna da quando ho cominciato ad apprezzare le nuvole parlanti), non perdete di vista le offerte della Coconino Press, casa editrice a cavallo tra Bologna, Milano e Parigi, raffinata sin dalla scelta del nome, l’immaginario paese in cui George Harriman ambientò le avventure di Krazy Cat (e non a caso una delle collane di punta deve il nome al topo Ignatz).E’ operativa da qualche anno, subito in bella evidenza per le scelte rigorose di autori e di grafica, di formato e perfino di carta, ma io l’ho scoperta solo la scorsa estate a causa della mia passione per Andrea Pazienza, del quale aveva pubblicato (oltre al mitico Francesco Stella) due raccolte di disegni veloci, spesso incompiuti, sempre potenti, Superpaz 1 ed Extrapaz, che vale la pena di possedere non fosse altro per un fantastico Pippo sognante che fa capolino da uno dei due (non ricordo quale). In quell’occasione feci il mio primo acquisto via Internet (quando c’è di mezzo il Paz non ci sono uffici stampa che tengano) e, per abbattere un po’ le spese di spedizione, ordinai anche un paio di Tardi, sperando di ritrovare (magari sotto altro titolo) una fantastica storia dei miei vent’anni, Il paese chiuso, pubblicata all’inizio degli Ottanta dall’Isola Trovata e da me incautamente prestato a una sbarba (si diceva così allora) e mai più rivista, neanche per sbaglio in qualche mercatino dell’usato.

Bingo! Eccolo lì il mio paese chiuso, con il suo grottesco senso della proprietà e il poetico Arturo sempre a spasso tra muri e cancelli per onorare il suo titolo, che poi è anche quello della nuova edizione, Il signore di Montetetro (devo dire che quando l’avevo letto sul catalogo, qualcosa era scattato nella mia testa). Per amor di cronaca va citato anche il co-autore Jean Claude Forest, anche perché è proprio quello di Barbarella… Detto di questo primo approccio, ho contattato redazione e ufficio stampa e loro mi hanno gentilmente inserito in indirizzario, facendomi arrivare, via via, una serie di proposte tutte meritevoli di considerazione.

Nell’ultimo invio, per esempio, la ristampa di un capolavoro di Lorenzo Mattotti, l’onirico e fantasmagorico viaggio de Il signor Spartaco, il bianco e nero (e noir) di Città di vetro firmato Auster (proprio lui, Paul, il romanziere), Karasik e Mazzucchelli, e il contributo del socio fondatore Igort alla collana Ignatz, movimento transnazionale di nuove narrazioni con tanto di manifesto del nomadismo fumettista, con l’avvio della nouvelle grapique d’ambientazione giapponese Baobab n.1, veramente notevole.

Ma di cose notevoli in questi mesi i coconini me ne hanno spedite parecchie. Comincerò da quelle che mi hanno più colpito: il fantastico, nel vero senso della parola, Interiorae di Gabriella Giandelli, la quotidianità di un condominio controllato da un coniglio bianco, servitore del Grande Buio che, nascosto nell’oscurità delle cantine, assorbe le energie di chi vive nel palazzo, le loro storie, le loro emozioni; a seguire L’arrabbiato, primo episodio della nuova serie di Baru, storia di Anton e della sua rabbia che i pugni sanno trasformare in successo, ma già impaginato con un senso malinconico di parabola, il processo, i genitori anziani, il padre sorridente quanto ostile in passato, l’amico Mo ancora al suo fianco. Per completare il quadro (personalissimo, come il cartellino di certi cronisti di boxe) Fats Weller dell’accoppiata Igort – Carlos Sampayo, umanissimo ritratto di un musicista dal talento straordinario, il jazz per raccontare il mondo, per accompagnarne i cambiamenti; Gli innocenti di Gipi, scampagnata a sorpresa di uno zio con relativo nipote bambino, con un che di essenziale che sa di neo-realismo, e La guerra di Peter, raccolta di alcune tavole pubblicate da Sergio Staino, da Bobo a De Andrè per dire no ad ogni ipocrisia intorno alla guerra. Catalogo completo su Internet, http://www.coconinopress.com, sito all’altezza delle aspettative (con tanto di anteprime).

Con Coconino Press avrei finito qui ma (sono sicuro che non se ne avranno a male) vorrei dedicare qualche riga ad un altro paio di vicende (sempre personali, diciamo) attinenti al fumetto. Innanzitutto segnalare le interviste ai protagonisti de i dolori del giovane Paz! – Contributi alla biografia negata di Andrea Pazienza, a cura di Roberto Farina per Coniglio Editore, coraggioso tentativo di scrostare il mito da un glamour sempre più fastidioso. Poi, ricordare un dolore più recente: un anno fa, di questi tempi, moriva in Iraq Enzo Baldoni, giornalista, scrittore, uomo di pace e traduttore (forse sarebbe più corretto dire autore italiano, Garry Trudeau approverebbe) di Doonesbury. Non ho molto da dire su di lui, non l’ho mai conosciuto personalmente. Se riuscite ancora a trovarlo, non fatevi mancare il Linus speciale uscito nel settembre 2004, Enzo Baldoni. Parole di un uomo di pace. Per non dimenticare.
(Francesco De Vitis)

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