Una famiglia particolare

Una famiglia nella quale la nonna sia affettuosamente soprannominata Archibugio, probabilmente è una famiglia peculiare, nella quale può essere difficile crescere. «Come sono sopravvissuto a una simile non-educazione? A un tale uragano di deliri? A tutti quei pazzi d’amore che arrivano alla loro grandezza solo con i loro eccessi?».All’origine genealogica di questo romanzo-favola che inscena l’anarchia sentimental-sessuale di una famiglia (e che in Francia è diventato best-seller anche per il vouyerismo di conoscere dettagli intimi di alcuni personaggi noti) si trova l’anzidetta ‘esplosiva’ nonna, amante dello scrittore Paul Morand e indomita ninfomane che mal si rassegna all’inevitabile declino. «Perdersi un orgasmo le pareva l’inizio della decadenza morale. L’astinenza carnale sulla soglia della vecchiaia la scandalizzava.» Del resto anche il suo consorte, Nano Giallo, si dà al libertinaggio con la cameriera Zouzou – che per l’autore è l’unica persona normale e dunque rassicurante – dando prova di una grottesca simbiosi amorosa: mancino con l’amante, destrorso con la moglie. Insomma ambidestro, e questo anche politicamente. Ma al centro della sua famiglia, che conta altri personaggi pittoreschi come uno zio Merlino inventore che lotta contro la forza di gravità, c’è il rapporto poligamico, sorta di menage à trois dei suoi genitori, lo scrittore Pascal Jardin (detto lo Zubial) e la bella Louise, che un giorno rivela al fratello dodicenne di Alexandre che il suo vero padre non è suo padre, ma è Claude Sautet. Tra il regista di Un cuore in inverno e Pascal ci fu una così grande amicizia che quest’ultimo desiderò che la moglie avesse un figlio con lui.

Dulcis in fundo, un cameo interpretato da Alain Delon. Nel folle, surreale divertissement sul tema dell’amore e dintorni, non c’è quasi introspezione e praticamente nessun dolore. L’irrisione di ogni consuetudine borghese nei sentimenti, il culto dell’eccellenza purché al di fuori dei parametri ordinari, la seduzione; tutto si muove in superficie, con effetti teatrali, e fa della brillante autobiografia un bijou, abilmente scritto, dell’intrattenimento. E la realtà? Quando la leggenda supera la realtà, si pubblica la leggenda, disse John Ford. (cb)

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