Grindhouse a prova di morte

Prima vedere Grindhouse, il nuovo film di Tarantino, poi leggerne la sceneggiatura, pubblicata in Italia nella collana Grandi Assaggi Bompiani. L’opera, concepita per il grande schermo, va prima vista, con la sua forza cinetica, poi semmai ripensata e integrata. I copioni del regista riservano sempre sorprese. Nel caso di Una vita al massimo, da lui scritto, la trama, sulla carta, era remixata alla maniera di Pulp Fiction, anche se poi resa lineare al cinema da Tony Scott. Nel caso di A prova di morte, primo episodio di un dittico firmato con Robert Rodriguez, le sorprese non sono strutturali.

L’autore aggiunge particolari sui personaggi e sul contesto in cui si muovono. Accanto alle consuete indicazioni didascaliche presenti in ogni script (interno/esterno, giorno/notte, luogo), ai dialoghi e alla descrizione della situazione e delle azioni di ogni scena, Tarantino apre delle finestre narrative in cui racconta, come se la pagina fosse ancora un soggetto, chi sono i personaggi e qual è stato il loro percorso. Tra parentesi, inoltre, l’autore commenta e scherza: “Un’alta (circa 1,80) divina amazzone mulatta percorre il corridoio, vestita con una canottiera e delle mutande da cui sbucano il suo gran sedere (buona cosa) e le sue lunghe gambe”. Tra le righe qualche indicazione stilistica sul linguaggio, quanto mai “tarantiniano”, del film: ” L’immagine si blocca come in un vecchio film di kung fu che termina con il colpo mortale”.

I dialoghi a raffica tra ragazze che fanno le dure e parlano senza peli sulla lingua riguardano sesso, automobili e cinema e sono conditi da parolacce e da contrasti a effetto: quando lo psicopatico serial killer viene colpito, dopo avere fatto il duro per un’ora e mezza, inizia a piagnucolare e confessa: “Volevo solo giocare”. I vari personaggi sembrano emanazioni del loro creatore, tanto appassionato di cinema di genere anni ’70 da volerlo replicare e parafrasare nel suo teatrino di marionette postmoderno. Sulla pagina scritta c’è molto, c’è di più, ma non c’è tutto: manca il brivido di immagini e suoni avvicinati ad arte, come quando la protagonista Jungle Julia, in una parentesi romantica, invia un sms accompagnata dalla struggente colonna sonora di Pino Donaggio per Blow Out di De Palma. (Francesco Gatti)

Quentin Tarantino
Grindhouse a prova di morte
Bompiani 2007
euro 14

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