James a New York

Milan Kundera, l’autore de “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di arboriana memoria, sostiene che il romanzo è finito perché ormai è tramontato il suo sguardo insostenibilmente complesso sulla realtà, quel tentativo di illuminare il mistero dell’esistenza. Sarà. Però ogni tanto arriva qualche storia ben scritta che fotografa perfettamente lo spirito dei tempi. Ci riesce di Peter Cameron. “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, (Someday This Pain Will Be Useful to You, traduzione di Giuseppina Oneto, Adelphi pp. 206).

La voce narrante è quella del diciottenne James, a New York, in attesa di entrare all’università che lui però vuole evitare andando a vivere in una casa nel Midwest. Intanto lavora nella galleria d’arte della madre che espone pattumiere rivisitate da un giapponese programmaticamente Senza Nome, madre post adolescente sul punto di sposarsi ancora una volta. E un padre sul punto di sottoporsi a un “intervento cosmetico mirato”, non banale operazione chirurgica, che è molto ansioso di mostrarsi gay friendly prima che sia necessario esserlo, con uno zelo grottesco che porta James a dire “Papà, se sei omofonico non voglio che cambi per me”. E c’è una sorella che ha una storia con un teorico del linguaggio di nome Rainer Maria Schulz; una nonna, per lui la persona più importante. Un gioco maldestro tirato via chat giocato al collega di lavoro… Qualcuno ha scritto che il protagonista è un nuovo giovane Holden. questo ci sembra semmai ancora più tenero, perché è “disturbato”. (Cristina Bolzani)

No,” le ho risposto “hai ragione. E’ vero”. “E’ vero cosa?” ha chiesto. “Che sono disturbato”. Pensavo al significato di questa parola, a che cosa volesse dire veramente, come quando si disturba la quiete o la televisione è disturbata. O quando ci si sente disturbati da un libro o da un film o dalla foresta vergine che brucia o dalle calotte polari che si ritirano. O dalla guerra in Iraq. Era uno di quei momenti in cui ti sembra di non aver mai sentito una certa parola e non riesci a credere che abbia proprio quel significato, e cominci a riflettere su come ci si è arrivati. E’ come il rintocco di una campana, cristallino e puro, disturbato disturbato disturbato, sentivo il suono vero della parola, così ho detto, come se me ne fossi appena accorto: “Sono disturbato”.

Peter Cameron
Un giorno questo dolore ti sarà utile
206 p.
Adelphi
euro 16,50

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