Intervista a Jean Echenoz

Jean Echenoz, 1947, vive a Parigi. Pubblica il primo romanzo nel 1979. Da allora ne scrive otto per i quali riceve numerosi premi letterari fra cui il prestigioso Médicis, nel 1983, per Cherokee e il Goncourt, nel 1999, per Je m’en vais. Nel 2006, con Ravel, vince il premio François Mauriac.

Il romanzo, così come fin dal titolo Ravel si dichiara, percorre gli ultimi dieci anni di vita del compositore francese (1875-1937). Facciamo conoscenza dell’autore di La Valse, dei concerti in sol e -naturalmente- di Boléro, in vasca da bagno, in quel momento di incertezza – ben conosciuto ai più – nel quale ci si appresta a lasciare l’acqua calda per affrontare il mondo degli asciutti.

Ma quali sono le preoccupazioni di un uomo non vecchio ma non più giovane e per di più “basso di cavallo”? Assistito dalla magnifica traduzione di Giorgio Pinotti, Echenoz è conquistato dal personaggio Ravel, un musicista che dietro di sé non lascia più di 24 ore di musica scritta e che resta uno dei più amati e ascoltati in tutto il mondo. Con buona pace del Boléro, partitura “senza musica”, scritta per un balletto e diventata il marchio di fabbrica di un compositore che conosce il successo in vita, ossessionato dall’eleganza, e che mantiene intatto il mistero su un’esistenza di cui- alla fine di un libro ahimè troppo breve- vorremmo leggere ancora.


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