Il Quaderno

Come dice Umberto Eco nella prefazione, Josè Saramago è “un blogger arrabbiato” nel libro ‘Il Quaderno’, che raccoglie gli interventi pubblicati sul blog dello scrittore da settembre 2008 a marzo 2009.

Ce n’è per tutti. In primis per Bush, un presidente di “intelligenza mediocre”, “ignoranza abissale”, ma soprattutto “colui che ha espulso la verità dal mondo per far prosperare al suo posto l’era della menzogna”.

Nel mirino di Saramago anche Berlusconi, suo editore (in Italia i libri dello scrittore sono pubblicati da Einaudi), ma più di lui il popolo italiano colpevole di averlo più volte insediato sulla poltrona di primo ministro.

Ma ‘Il Quaderno’ è soprattutto un affresco sul nostro tempo. Un tempo in cui “non progrediamo, retrocediamo”. Un tempo dominato da una gravissima crisi finanziaria considerata un crimine contro l’umanità, in quanto il mercato è “sempre di più ogni giorno che passa lo strumento per eccellenza dell’autentico, unico e indiscutibile potere, il potere economico e finanziario mondiale”. Per risanare i debiti delle banche i soldi sono stati trovati in fretta dai governi, senza esitazione alcuna, ma con quegli stessi soldi si sarebbe potuto tentare di risolvere il problema della fame nel mondo o salvare tante vite dalla piaga dell’Aids.

Un tempo, il nostro, scandito dalle crisi: finanziaria, economica, religiosa, ambientale, energetica, ma soprattutto morale. E l’esempio più alto di questa crisi morale è rappresentato dal governo israeliano “diversamente non sarebbe possibile capire la crudeltà del suo operato a Gaza”.

E “la sinistra non pensa, non agisce, non rischia un passo”.

Del resto, Saramago dichiara fin da subito di non avere “nulla di personale contro la speranza, ma di preferire l’impazienza”.

Ma ‘Il Quaderno’ è contrassegnato anche da alcune pagine che sono un omaggio poetico a vari personaggi cari all’autore: Fernando Pessoa, Jorge Amado “un gigante”, Carlos Fuentes, “scrittore di altissimo livello artistico”, Rosa Parks, la sarta dell’Alabama che non volle cedere il posto in autobus a un bianco. “Senza di lei, forse Barack Obama non sarebbe il presidente degli Stati Uniti”. Rita Levi Montalcini alla quale vorrà assomigliare quando sarà grande. José Luis Sampedro economista, scrittore e soprattutto “saggio di quella saggezza che non è data dall’età… ma dalla riflessione come forma di vita”. Roberto Saviano “maestro di vita”.

Eppure, in questo tempo che viviamo una speranza c’è e si incarna in un uomo che per di più ha il potere. “In fondo, quel che Obama ci ha detto è che un altro mondo è possibile. Molti di noi lo andavano dicendo da tempo”. (Raffaella Soleri)