Sotto il cielo

Cieli rannuvolati, montagne innevate o aspre. Giorgia Fiorio è portata a ‘volare alto’, a confrontarsi con temi complessi. Questa volta il volo è anche, letteralmente, quello dell’obiettivo fotografico che sorvola i confini tra Italia e Svizzera, Austria, Slovenia. Il tema, i confini.

Dopo la Sicilia di Franco Fontana e la Val Padana di Ferdinando Scianna, il volume di Giorgia Fiorio, “Sotto il cielo” (Federico Motta Editore, in commercio dall’anno prossimo) continua il progetto avviato nel 2007 da Snam rete Gas sul paesaggio italiano,  che ha l’obbiettivo di raccontare i luoghi dell’approvigionamento energetico.

Nelle immagini della Fiorio la geometria della natura è anche astrazione, striature di nuvole nel cielo, nebbie tra le cime montuose, sole che filtra. Il bianco e nero dà alle Alpi una durezza nuova eppure mitigata dalla presenza di chi le abita. In un sobrio stile documentario, lo sguardo fotografico si spinge fin dove può, cerca di abbracciare il tutto.

 

Ma poi basta un dettaglio,  il gesto di un uomo al lavoro o in cammino con altri su una linea che taglia il  paesaggio, e il confine diventa la contiguità, quasi una sfida, tra geometrie che si direbbero fuori dal tempo, e gli uomini che invece le abitano e le hanno rese parte del loro tempo, della loro storia individuale.

“Evocato qui è il paesaggio dell’immaginario, – scrive la fotografa nell’introduzione – quello unico e privato che appartiene a ogni individuo; destino di una sola persona o storia di molti, che corrisponde per ognuno alle esatte coordinate di un solo punto nel mondo”. (cb)

 

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Giorgia Fiorio

Intervista a Giorgia Fiorio