Montaigne – L’arte di vivere

Un profilo biografico di Montaigne non poteva essere più appassionato di questo, giustamente pluripremiato. E’ scritto in modo colloquiale e strutturato per temi, secondo quanto detto dal sottotitolo: rispondendo alla domanda Come vivere? con 20 possibili risposte che corrispondono ad altrettanti capitoli. Per esempio , Non preoccuparti della morte, Sopravvivi all’amore e alla scomparsa delle persone amate, Tieni una stanza tutta per te nel retrobottega, In maniera ordinaria e imperfetta, Leggi molto, dimentica quasi tutto quello che hai letto e cerca di essere lento a capire, Svegliati dal sonno dell’abitudine.

Così colui che inventò il saggio, ispirò scrittori e filosofi – da Nietzsche ( su Montaigne disse: “Che un simile uomo abbia scritto, accresce il nostro piacere di vivere su questa terra”) a Proust (che ne ammirava il tipo di memoria ‘involontaria’) a Virginia Woolf – all’andamento squisitamente ricco dell sue digressioni, alla fondazione del genere del saggio – come assaggio, come tentativo, dove in primo piano non c’è l’erudizione ma l’esposizione accurata della propria esperienza. E con la costante socratica certezza di non sapere, di mantenere vivo il dubbio, insieme al distacco stoico di chi, colpito da svariati lutti in giovane età, capisce l’importanza di avere un proprio arriere boutique, retrobottega, non inteso come ritiro egoistico dalla vita ma come spazio interiore nel quale proteggersi dal dolore. La scrittura da work in progress inventata da quest’uomo – dotato secondo le sue stesse parole di “intelligenza lenta”, “l’apprendere, tardo”, “l’immaginazione. fiacca”, e di una “incredibile mancanza di memoria” – è modernissima. Il New York Times arriva a definirlo “il padre di tutti i bloggers”.

Ma questo non è solo un libro su Montaigne. Racconta anche di tutti quelli che hanno scritto di lui negli ultimi 400 anni. Così umano e comunicativo, lontano da verità da elargire, Montaigne era perfetto per creare una comunità intorno al suo lavoro. Come evidenzia l’autrice attraverso un’altra scrittrice. “La scrittrice Virginia Woolf paragonava i lettori di Montaigne ai visitatori di una galleria. Una alla volta, le persone si fermano di fronte al dipinto in questione e si chinano in avanti per osservare tra i riflessi sul vetro. ‘C’è sempre una folla davanti a quel quadro, a scrutare dentro le sue profondità, a vedervi riflessi i propri volti; e più questa folla guarda, più vede; né è mai in grado di dire cosa vede con precisione’. Il loro volto e quello del ritratto diventano un tutt’uno”. (Cristina Bolzani)

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Montaigne – L’arte di vivere (Fazi, 2011)

Le prime 26 pagine del libro

inter vista a Sarah Bakewell

Montaigne sul sito di Sarah Bakewell

recensione sul New York Times

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