Laura e le fresche acque

Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l’angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
(…)

Forse le acque che ispirarono Petrarca sono quelle di Fontaine de Vaucluse, dove scorre la sorgente del fiume Sorgue. Soggiornò qui a lungo. Secondo il racconto del poeta, l’amore cominciò il 6 apr. 1327, un venerdì santo, quando Laura (di cui con insistenza ma senza sicuro fondamento si è proposta l’identificazione con una Laura o Laureta de Noves, sposata a Ugo de Sade) gli apparve la prima volta nella chiesa di S. Chiara in Avignone; lo tenne “anni ventuno ardendo”; e non cessò neppure dopo la morte di Laura, che sarebbe avvenuta, con singolare coincidenza, il 6 apr. 1348. (Francesco Petrarca, Treccani).

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