La Tv retrò che sfida il cinema

Ma non si era detto che il cinema per la tv, telefilm o miniserie, era diventato il nuovo modo dickensiano di raccontare la realtà, più efficace dei romanzi nel far vedere il contemporaneo? Qualche tempo fa si incensavano giustamente telefilm come Nip/Tuck, Six Feet UnderDesperates housewives, Cold case (anfibio tra presente e passato).

Adesso la nouvelle vague televisiva sembra spostarsi indietro nel tempo , quanto basta per rendere ambientazione costumi e atmosfere più eleganti, più distaccate dal presente caos. Si sposta in periodi di crisi e decadenza – tanto per mantenere l’empatia con l’oggi – , come la Depressione degli anni Trenta e il disastro della Grande Guerra. E’ il caso di due produzioni di successo (nei loro Paesi),  da Stati Uniti e Gran Bretagna. Sbarcate anche noi in questi mesi.

Mildred Pierce ha ispirato il film omonimo del 1945 

con Joan Crawford, (nell’edizione italiana Il romanzo di Mildred). Ora tratta dal romanzo di James Mc Cain del 1941 è stata prodotta una miniserie televisiva, interpretata da Kate Winslet, molto apprezzata al Festival di Venezia (il trailer)

Il film è ambientato a Los Angeles. La protagonista è un personaggio un po’ alla Lana Turner nello Specchio della vita. Donna combattiva e ambiziosa, con un rapporto difficile con la figlia, è così descritta da Mc Cain: “La figura di Mildred spiccava in qualunque folla, in tutte le folle”.

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Di Downtown Abbey  la serie britannica rivelazione dell’anno scorso – la Bbc dà il via alla seconda stagione l’8 gennaio. Anche qui ci sono attori cinematografici. La storia racconta in parallelo, con un mix efficace, la vita degli aristocratici Crawley e quella della loro servitù in epoca Edoardiana. La seconda serie mostrerà come la guerra abbia cambiato in modo drammatico le vite dell’élite aristocratica e della loro servitù.

Non a caso la storia è costruita in stile Gosford Park, mescolando ‘alto’ e ‘basso’. Dietro   le quinte ha lavorato Julian Fellowes, che ha vinto l’oscar per la sceneggiatura del film di Robert Altman. E ha anche scritto due best sellers sul mondo dell’upper class britannica: Snob e Un passato imperfetto. La nipote ha dedicato un libro allo sceneggiato, The world of Downtown Abbey.

E’ interessante notare come certe serie tv di tipo ‘storico’, e con alle spalle magari un romanzo importante, sappiano attrarre il grande pubblico televisivo, almeno nei Paesi anglosassoni. Del resto in Italia la fiction di successo Elisa di Rivombrosa era in parte ispirata a un romanzo di Samuel Richardson del 1740, Pamela, o la virtù premiata.

Sarà che lo spettatore vuole rimuovere i tempi grigi dettati dalla crisi economica, sarà che sono fatti con la cura di un film. La Gran Bretagna poi su questi sceneggiati tv ha una storia consolidata. Basti pensare al successo di Brideshead Revisited. Tratto da un grande romanzo di Evelyn Waugh. E con un giovane, già grande, Jeremy Irons.

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