Antinoo

Forse senza l’incontro con Antinoo Adriano sarebbe stato un imperatore come tanti altri. Non avrebbe conosciuto la perdita incolmabile attraverso il suicidio del suo giovane amante. Così raccontata da Yourcenar/Adriano: “Pochi giorni prima di partire da Antiochia, mi recai, come in altri tempi, a sacrificare in vetta al monte Cassio. L’ascensione fu fatta di notte. (…) Un temporale, previsto da tempo da Ermogene, che si intende di meteorologia, si scatenò a un centinaio di passi dalla cima. (…) L’esigua compagnia si affrettò attorno all’altare disposto per il sacrificio. Questo stava per compiersi allorchè un fulmine, balenando su di noi, uccise d’un colpo solo il vittimario e la vittima. (…) Antinoo, aggrappato al mio braccio, non tremava già di terrore come credetti allora, ma percorso da un’idea che compresi più tardi. (…) La folgore del monte Cassio gl’indicava una soluzione: la morte poteva diventare una forma estrema di devozione, l’ultimo dono, il solo che sarebbe rimasto”. Yourcenar comincia a descrivere il prediletto di Adriano – “una bellezza così evidente” – mentre si trova davanti a un’enorme cascata, e lo immagina come “il ragazzo- acqua, il ragazzo-lago, il ragazzo-torrente, il ragazzo-onda…”. Una mostra ora ce ne fa conoscere le sue molte rappresentazioni e la storia.

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Oltre 50 opere tra sculture, rilievi, gemme e monete per ricostruire e raccontare la figura di Antinoo, il giovane favorito dell’imperatore Adriano. Lo fa una mostra, Antinoo, il fascino della bellezza, che cerca di fare luce sul rapporto che legò Adriano al bellissimo giovane che l’imperatore conobbe in Bitinia, presumibilmente intorno al 123 d.C., e che portò con sé nella grande villa su via Tiburtina, a Tivoli. Antinoo restò sempre al fianco di Adriano e lo seguì anche nei viaggi ufficiali, come quello intrapreso nel 128 che si concluse tragicamente con la morte del giovane annegato nel Nilo nel 130 d.C.

La mostra ricollega il giovane di Bitinia a Villa Adriana, con una sezione specifica che si incentra sulle recenti scoperte dell’Antinoeion, la tomba-tempio che Adriano volle costruire nella Villa, dopo la morte di Antinoo, per onorarne il ricordo.

Inoltre, l’imperatore aveva ‘deificato’ il suo favorito, rappresentandolo spesso nei panni di Osiride, la più alta divinità egizia che, secondo il mito, rinasce dalle acque del Nilo (dove Antinoo era annegato), simbolo di fertilità. C’è anche il magnifico ritratto di Antinoo-Osiride in quarzite rossa, custodito nella Staatliche Kunstammlungen di Dresda.

Una sezione della rassegna sarà dedicata anche alla fortuna del giovane favorito di Adriano attraverso i secoli. Senza dimenticare il forte impulso dato nel ‘900 alla fama di Antinoo da Marguerite Yourcenar in Memorie di Adriano.

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