La Veglia cinese è bestseller

foto AP

Se la traduzione di un libro in un’altra lingua lo trasforma in un altro libro, che cosa sarà diventato il testo più ostico di James Joyce – il meno letto e di certo il meno compreso – tradotto in caratteri cinesi? Quale forma avrà preso la sua intricata simbologia? Quel caos già così disobbediente all’ordine sintattico anglosassone, come risuonerà negli ideogrammi? Comunque sia, il  Finnegans Wake cinese è già  best-seller, un destino che  per questo libro non ci si sarebbe mai aspettati.

L’editore, riferisce la Bbc, ha fatto sapere che una modesta tiratura iniziale di ottomila copie del libro è andata esaurita in un mese.

Ora è in corso la seconda edizione per far fronte alle crescenti richieste. Da segnalare che a Shanghai e Pechino, per la prima volta, grandi cartelloni pubblicitari promuoveranno un libro (foto in alto a sinistra).

Il traduttore Dai Congrong, alle prese con il testo di Joyce per otto anni per realizzare la versione cinese, ha spiegato che il suo lavoro è stato arduo perché ha cercato di mantenere la complessità dell’originale.

Secondo l’editore Bureau, la scorsa settimana la traduzione di Finnegan’s Wake si è piazzata al secondo posto nella classifica dei bestseller, alle spalle della nuova biografia del leader comunista cinese Deng Xiaoping. Intanto un professore di letteratura dell’Università di Shanghai, Jiang Xiaoyuan, ha attaccato  James Joyce: “Lo scrittore doveva essere disurbato mentalmenter mentre scriveva il romanzo”. Forse il professore è in linea con la visione dogmatica maoista secondo la quale gran parte degli scrittori occidentali esprimono una deprecabile “decadenza borghese”. Ma di questo testo l’elemento mitologico e simbolico, e la teoria dei corsi e ricorsi di Vico,  devono renderlo particolarmente familiare ai cinesi. Del resto l’opera di Joyce a parte quest’ultimo lavoro era stata tutta tradotta in Cina da vent’anni (qui lo raccontava Sandro Viola per La Repubblica nel 1993).

Così nel 1993 raccontava la sua esperienza il traduttore dell’Ulisse: Ci abbiamo lavorato sei anni, io e mia moglie Wen Jieruo, cominciando ogni mattina alle cinque. La copia dell’ Ulysses è sempre la stessa: quella con cui ritornai dall’ Inghilterra nel ‘ 44, e che riuscii a salvare dalla Rivoluzione culturale. All’inizio, si capisce, il compito c’era parso pressoché impossibile. Non avevamo nessuno dei tanti libri usciti in questi decenni con le chiavi linguistiche e interpretative del romanzo. Non avevamo mai messo piede a Dublino, e ci mancava persino una mappa della città. Poi, man mano, siamo riusciti a procurarci quel che occorreva, e da allora il lavoro è andato avanti più spedito. Grazie anche ai consigli di alcuni amici più giovani che in questi ultimi anni avevano tradotto Dedalus e i Dubliners…

L’incipit:

James-Joyce-228x300“riverrun, past Eve and Adam’s from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs.

 

Sir Tristram, violer d’amores, fr’over the short sea, had passencore rearrived from North Amorica on this side the scraggy isthmus of Europe Minor to wielderfight his penisolate war:…”

I gatti di Copenhagen

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