Quel divano decrepito di Freud

E’ simbolico della carriera e del destino di Freud che il famoso divano, l’unico oggetto che rimarrà associato per sempre alla sua persona, gli sia stato donato in segno di riconoscenza da una paziente, una certa Madame Benvenisti, attorno al 1900. Ed è così leggendario, il divano di Freud, da essere stato protagonista di un divertente libro (da cui sono tratti i disegni in questo post). Ma a quanto pare adesso il famoso pezzo d’arredamento, ancora nello studio londinese  di Freud, cade a pezzi.

Simbolo par excellence della pratica analitica freudiana – nella quale il paziente è disteso alle spalle dell’analista che lo ascolta (essendo differito il momento del feedback da parte di quest’ultimo, a differenza di altre terapie che invece prevedono un vis à vis propizio agli scambi immediati)  – dopo aver accolto per decenni sogni, paure, traumi e fobie, mostra i segni del tempo. Molto pragmaticamente il Freud Museum di Londra, che ha sede in quella che fu la casa del padre della psicoanalisi, in occasione del 157esimo compleanno dell’analista ha lanciato un appello per raccogliere fondi per il restauro. Alba Kemp, direttore del museo londinese, si augura che qualche mecenate, magari appassionato di arredamento, o qualche azienda di design, possano sponsorizzare il restauro del ‘lettino’: del resto la cifra necessaria per l’intervento non è eccessiva, aggirandosi sulle 5.000 sterline (circa 5.100 euro).

freud_leggendario_divano_5-300x195Sgmund Freud portò il celebre divano da Vienna a Londra quando nel 1938 fu costretto ad emigrare a causa dell’annessione dell’Austria al Terzo Reich. Freud prese casa nel famoso quartiere residenziale di Hampstead, nella zona di Camden, trasformata in seguito dalla figlia Anna in un museo in memoria del padre. La storia vuole che il divano coperto da un tappeto persiano – descritto dai pazienti come estremamente confortevole – sia stato usato per la prima volta nel 1890 da Madame Benvenisti.

divano

Sotto i tappeti orientali e i cuscini, la tappezzeria del divano è cadente e in più punti scucita. Alba Kemp ha spiegato che il divano è troppo prezioso per lasciare l’edificio, così si spera di impiegare un esperto nel museo per portare a termine l’intervento entro la fine dell’anno. “Molte persone visitano il museo di Freud come in una sorta di pellegrinaggio e il divano è l’oggetto che i più associano allo psicoanalista: forse è l’oggetto di arredo più famoso del mondo”, ha commentato Kemp. Qualcuno potrebbe leggere in modo emblematico il declino di questa icona del mondo freudiano che va a pezzi. In un periodo in cui è la stessa pratica analitica a perdere colpi, a favore delle terapie brevi, e dove Freud finisce ciclicamente sotto attacco.

Certo il divano rappresenta una ‘durata’ dell’ascolto analitico sempre più lussuosa, e lontana da chi cerca sollievi prêt-à-porter.

BBC – Freud’s Couch

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