Gli (ignorati) Oscar dell’arte

caneIn tempo di Biennale di Venezia e di Leoni d’Oro assegnati ad artisti, nell’ultimo numero in edicola il Giornale dell’Arte fa un’inchiesta sui riconoscimenti internazionale per le arti visive, sottolineando come siano pressoché snobbati dai grandi media. Un’indifferenza che non nasce oggi; nel 2006 Christian Boltanski imprecava contro gli organi di informazione che a suo parere non avevano sufficientemente commentato il suo Praemium Imperiale vinto in Giappone. (a sinistra, un’installazione nominata al Turner Prize 2013, di David Shrigley, Independent  parla dell’artista)

Certo  uno dei motivi è legato alla quantità dei premi, davvero notevole. Ogni anno nel mondo sono centinaia, ed è legittimo chiedersi quanto siano autorevoli, quanto siano utili alla carriera degli artisti (per quanto sia innegabile un effetto traino ottimo per gli outsider), che business vadano ad alimentare.

Di fatto però anche dei due premi più affermati e importanti non si parla, o si comincia a farlo da poco. Sono il britannico Turner Prize – la stampa inglese lo segue con attenzione, guardate come ne parla il Telegraph – e il francese Prix Marcel Duchamp. Hanno un solo vincitore, regole semplici e un calendario costante. In fase di crescita anche il russo Kandisnky Prize. Dei molti premi italiani parleremo prossimamente.

Turner Prize – Tate

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