Richard Prince, Principe dei ladri? I suoi New Portraits rubati da Instragram

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Richard Prince

Tra le fotografie più costose del mondo, questo scatto di Richard Prince è stato ottenuto fotografando il cowboy brand delle sigarette Marlboro. La foto del maestro dell’appropriazionismo – qui si può leggere un interessante caso legale che lo ha coinvolto e visto vincitore – è considerata da molti un’icona dell’arte postmoderna; da molti altri lui è visto come un semplice ladro del lavoro altrui. La foto ha il record di aver superato per prima la soglia del milione di dollari (nel 2005 fu venduta per 1.248mila $). La scena è sfumata, quasi indistinta. E’ come se andassi oltre le immagini alle quali non credo, dice Prince. E cerco di rappresentarle in un modo ancora più inverosimile.

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Richard Prince: “New Portraits” – foto di Rob McKeever

In questi giorni Prince è stato al centro di un nuovo caso che ha fatto gridare allo scandalo, ma che dal punto di vista legale pare sia del tutto regolare. L’artista sta infatti vendendo delle tele che raffigurano le foto Instagram di altre persone (anche con i commenti), spesso celebrities; alcune di queste tele, come quelle con le immagini di Pamela Anderson e Kate Moss, sono vendute per oltre $ 100,000. Inutili le proteste delle persone ‘derubate’, nemmeno avvertite dell’operazione. La Gagosian Gallery di New York espone le opere di Prince. Per motivi intuibili il vernissage della sua la sua mostra New Portraits è stato particolarmente vivace, tra proteste varie.

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R. Prince Untitled (portrait), 2014 – photo by Rob McKeever

Cos’ha fatto in sostanza Richard Prince?  Dopo aver visionato ore e ore le immagini su Instagram – sorta di Humbert Humbert in cerca di Lolite digitali – Prince ha scelto delle foto che gli piacevano (di persone che conosceva o no)  e ha fatto degli screenshots con il suo iPhone, poi ha inviato i file – via email – a un assistente. Che li ha ritagliati, stampati, dimensionati ad hoc. E’ arte? Mah. Aldilà del modo furbo, maleducato, populista e irritante, forse funziona da specchio. In fondo Richard Prince ha solo portato a grandezze paradossali, appropriandosene, i canoni estetici prevalenti.  Ladro sì, ma di talento.

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