Come Diane Arbus diventò ‘Arbus’

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Diane Arbus/The Estate of Diane Arbus LLC

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Diane Arbus/The Estate of Diane Arbus LLC

Non è un’infanzia rasserenante quella raccontata da Diane Arbus; la sua attenzione è estremamente sensibile, capace di cogliere il momento limite in cui l’identità si trasforma. Per il curatore della mostra dedicata  ai suoi primi lavori, Jeff L. Rosenheim, nei suoi scatti lei ci mette davanti quello che scorse per la prima volta a 16 anni – la divinità nelle cose ordinarie – e che si comincia a vedere anche nelle sue fotografie. E’ una mostra importante Diane Arbus: In the Beginning perché, come spesso accade, gli inizi di questa artista imprescindibile del Ventesimo secolo contengono il germe, per la verità già ben sviluppato, del suo universo narrativo e stilistico.

La mostra espone oltre cento scatti che mettono ancora più a fuoco la originalità provocatorie e eccentrica per la quale Arbus è stata così ammirata e imitata. Sono le fotografie dei primi sette anni della sua carriera, dal 1956 al 1962, molte mai viste e custodite al Diane Arbus Archive, acquisito nel 2007 dal Metropolitan Museum.

Autore della biografia non autorizzata in uscita, Diane Arbus: Portrait of a photographer, Arthur Lubow scrive che «la fotografa alle prime armi spesso ritraeva donne della sua età, armate di pacchetti o bambini. Sposata a 18 anni e madre di due giovani figlie, Diane riconosceva i bambini per quello che erano: non le creazioni zuccherose delle fantasie adulte, ma creature sospette, scettiche, abbandonate, sognanti o furiose che abitavano un loro mondo. Alla fine del 1956 si sentiva non solo appesantita, ma anche fragile – così leggera e inconsistente che poteva soffiare via. Fotografava il segno delle foglie appassite sugli alberi autunnali, un giornale che ondeggiava in una strada buia, un bambola Raggedy Ann abbandonata. Diane frequentava i soliti terreni di caccia degli street photographers a New York: la 57esima vicino a Fifth Avenue, Central Park, Coney Island e Lower East Side. Diversamente dalla maggior parte dei suoi coetanei, però, non prendeva i suoi soggetti alla sprovvista. Li catturava nel momento in cui guardavano in alto e vedevano il suo scatto.Verso la fine della sua vita, elogiò l’immagine in una rivista in cui un fotografo scattava proprio mentre un uomo sparava un capo di pistola contro di lui. E’ stata come la fotografia finale, ha detto, perché era la prova che gli avevano sparato.» La maggior parte delle foto della Arbus prima maniera  è su pellicola 35mm.  Imparò dal  marito Allan Arbus, fotografo di moda poi diventato attore.

La macchina fotografica è crudele – ha detto una volta – quindi cerco di essere buona il più possibile  per bilanciare le cose.

diane arbus: in the beginning
12 luglio –27 novembre, Met Breuer – New York

Child with a toy hand grenade in Central Park – Diane Arbus

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