Da Diane Arbus a Letizia Battaglia la passione e il coraggio – Casa dei Tre Oci

SguardoDiDonna

Ho una certa idiosincrasia per l’utilizzo ‘a tema’ dei generi nell’arte. Forse perché sono convinta – come Ivy Compton-Burnett (alla quale associo, fotograficamente parlando, il mondo di Bill Brandt) – che ci sono più differenze all’interno di ciascun sesso che tra di loro. Ma la visionarietà al femminile riunita in questa mostra è così forte e autorevole che lo sguardo d’insieme non può non essere suggestivo e potente. In Sguardo di donna (a settembre alla Casa dei Tre Oci)  espongono venticinque interpretazioni del mondo e dell’Altro, dell’identità e del corpo. In tutto 250 scatti che fanno convivere, per esempio, le diverse marginalità raccontate da Diane Arbus e Nan Goldin; il bianco e nero severo di Giorgia Fiorio e quello di Letizia Battaglia, ispirato dall’impegno sociale. L’idealismo vintage di Margaret Bourke-White e l’anima concettuale di Sophie Calle.

E poi nomi forse meno noti al grande pubblico, come Martina Bacigalupo, Yael BartanaLisetta Carmi, Tacita Dean, Lucinda Devlin, Donna Ferrato,  Roni Horn, Zanele Muholi, Shirin Neshat, Yoko Ono, Catherine Opie, Bettina Rheims, Tracey Rose, Martha Rosler, Chiara Samugheo, Alessandra Sanguinetti, Sam Taylor-Johnson, Donata Wenders, Yelena Yemchuk.

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