Eroe e carnefice. Dalla finestra

310x0_1420636404929_attentatori_3

L’immagine più straziante del massacro di Charlie Hebdo – un agente a terra che implora clemenza in un gesto disperato al carnefice, che lo fredda subito dopo. E’ straziante perché quel gesto, rubato a una dinamica della ferocia aldilà di ogni immaginazione, resta impresso nella sua umanissima gratuità. E’ straziante perché  l’uomo a terra è musulmano come il killer, a ricordare con un beffardo paradosso del destino che l’Altro che il terrorista vuole cancellare non è così Altro da lui. E’ straziante come lo sono le immagini che congelano la diade inestricabile di Bene e Male. E infine è straziante perché è pentito l’autore di quella immagine, tratta da un video che ha violato l’intimità della famiglia di Ahmed. Come ha osato prendere quel video e diffonderlo? Ho sentito la sua voce e l’ho riconosciuto. Poi ho dovuto vederlo girare tutto il giorno, ha detto il fratello della vittima, Marek Melabet. Ero completamente in panico – racconta l’ingegnere che lo ha diffuso (per 15 minuti, ma sono bastati) – dovevo parlare con qualcuno, ma ero solo in casa. Ho messo il video su Facebook e ho fatto un errore. La compulsività del voyeur affacciato alla finestra sul cortile ha avuto la meglio.