Lo sfocato di Bill Jacobson

jacobson

Bill Jacobson. New Year’s Day #4550, 2002

Può essere una tentazione inserire Bill Jacobson nel movimento del Pittorialismo, tra il XIX e il XX secolo. Ci sono affinità superficiali, ma mentre lo sfocato permetteva ai pittorialisti di alludere alla pittura, in questo caso consente a Jacobson di emulare la poesia, trasmettendo qualcosa oltre la superficie di ciò che è fotografato.

Per quasi quindici anni, dal 1989 al 2003, Bill Jacobson ha abbandonato la messa a fuoco. Opache, defocalizzate o forse diffuseNon ho mai saputo come definirle. Era proprio la mia visione del mondo. Fotografia come memento mori. Penso spesso agli scritti di Roland Barthes in Camera Lucida, in cui afferma che ogni fotografia è quella di un momento che è morto. 

Il titolo New Year’s Day (2003) è a finale aperto, in evoluzione. Per quanto lo possa dire di molti, è un giorno di quiete, e di contemplazione. La nozione del tempo che passa, la morte, la memoria, la perdita, il ricordo permeano New Year’s Day #4550 (in alto).