Nella vasca di Hitler

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© Lee Miller Archives England 2015 / http://www.leemiller.co.uk

E’ il 30 aprile 1945. Il giorno in cui Hitler si suicida con Eva Braun. Il 29 le truppe americane avevano liberato il campo di concentramento di Dachau. Il 30 Lee Miller entra per la prima volta nel lager: l’orrore che si apre davanti ai suoi occhi viene fermato nei suoi scatti immortali e le scava nell’anima; nel Dopoguerra il trauma lascia i suoi segni e smette di fatto di fotografare. Lo stesso giorno, i soldati della 45esima divisione avevano avuto dai locali la dritta sulla casa del Führer, e la Miller e il suo compagno di allora, il fotografo star di Life David Scherman, vanno nell’appartamento. Lei si fa un bagno nella vasca da bagno di Hitler, e Scherman la immortala nell’acqua. Su una sedia la giacca militare della donna; per terra ci sono i suoi scarponi militari sporchi di fango: è il fango di Dachau. Quegli scarponi la connotano chiaramente come membro dell’esercito alleato e rappresentano un atto radicale di cambio di potere.

Ho fatto uno strano bagno quando mi sono lavata lo sporco del campo di concentramento di Dachau nella stessa vasca da bagno di Hitler a Monaco, disse. Otto giorni dopo, l’8 aprile 1945, la Germania firma la capitolazione: la guerra scoppiata l’1 settembre 1939 ha fatto 65 milioni di morti.

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© Lee Miller Archives England 2015 – http://www.leemiller.co.uk

Ritratti e autoritratti tra glamour, Surrealismo e foto di guerra storiche sono esposti per la prima volta a Vienna, nel Museo Albertina (8 maggio – 16 agosto). Ex compagna e modella di Man Ray, Lee Miller (1907-1977) è stata ingiustamente poco considerata come artista. Da Man Ray la Miller imparò a Parigi la fotografia e lo stile surrealista. Nelle sue foto di nudi Lee Miller è creativa insieme al fotografo con il suo modo di mettersi in scena. Dal 1942 è una delle poche fotografe di guerra autorizzate a seguire le truppe Usa in Europa. E da ‘embedded’ nell’aprile 1945 documenta con immagini scioccanti la liberazione dei campi di concentramento di Buchenwald e Dachau.

Le vite di Lee Miller