Nobili “nullità”

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Laure de Sade, contessa de Chevigné – foto Nadar

Eccole, sono le ‘modelle’ della duchessa di Guermantes. Pazienza se Cioran – che pure per anni cercò i superstiti tra gli aristocratici che ispirarono Proust e i personaggi della sua Recherche du temps perdu – abbia concluso con la sua spietata fermezza che erano delle nullità. Modelli ispiratori della duchessa Oriane de Guermantes: la contessa Laure de Chevigné  discendente del marchese de Sade e solo modello confermato da Proust; la contessa Elisabeth Greffulhe.  Poi Madame  Geneviève Straus, per il noto “esprit”.  E infine  Hélène Standish.

Nullità? Che importa la grandezza vera o presunta; per Proust erano figure dal fascino irraggiungibile; presenze-feticcio di un mondo dal quale era inevitabilmente escluso. Ma poi ci penserà il Tempo a stravolgere quei personaggi avvolti nell’aura aristocratica, e quando anche la parvenu par excellence madame Verdurin diventerà principessa di Guermantes, anche  l’amore per la nobiltà si rivelerà  – come tutti gli amori del resto – illusorio. In quella grande illusione in cui si risolve la vita; per quanto scandita con ordine, fin dall’infanzia a Combray, dalle due possibili passeggiate, quella dalla parte di Guermantes, o quella dalla parte di Swann (Méséglise).

La morte è orribile, ma la vita? Non è una successione di morti? Un cimitero di amori, amicizie, e di personalità successive e contraddittorie.  Ogni istante cambiamo, moriamo.   

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* In testa la prima puntata del bellissimo documentario che Attilio Bertolucci realizzò per la Rai (anche le altre quattro puntate sono su Youtube), nel quale biografia e opera si intrecciano, insieme con le molte testimonianze di persone che conobbero Proust, a partire da Céleste Albaret, la governante che lo accudì fino agli ultimi giorni.

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Contessa Elizabeth Greffulhe

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Madame Geneviève Strau

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Hélène Standish – foto Nadar