Variazioni su Las Meninas

affichevelazque_0L’occasione per parlarne è la grande retrospettiva su Diego Velázquez al Grand Palais di Parigi. Parliamo di una delle sue opere più straordinarie, Las Meninas. Nel dipinto il pittore stesso si rappresenta nell’atto di dipingere, in una sorta di prefigurazione ironica del selfie. E’ un’opera interessante perché per la prima volta mette in scena la scissione del pittore rispetto al mondo che rappresenta, e il suo atteggiamento coinvolto/distaccato. Il distacco verso ciò che è rappresentato, insieme alla sua componente enigmatica, sono nodi fondamentali anche nella fotografia.  Così parla del quadro Las Meninas il sociologo Norbert Elias in Coinvolgimento e distacco (Il Mulino 1988, da pag. 74).

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«Molti aspetti di ciò che è mostrato nel quadro non sono resi espliciti. Il pittore non spiega con chiarezza quali siano le fonti della luce nella stanza che ha ritratto, e neppure la distribuzione della luce e dell’ombra nel quadro. Non spiega il pieno splendore della luce sulla scalinata che appare dietro la porta aperta sullo sfondo della stanza. Soprattutto, è evidente che Velasquez con precisa determinazione ha voluto nascondere a coloro che guardano il quadro, che cosa realmente egli stia dipingendo. Ciò che mostra è parte di un enorme cavalletto, grande quasi quanto tutto il quadro. Sul cavalletto ci mostra una parte di ciò che sta sulla tela.
(…)
Nell’ambito della pittura europea, è questo uno dei primi quadri in cui un pittore presenta se stesso in atto di dipingere, e illustra molto bene il progresso compiuto verso un maggior distacco. Non si sa con esattezza quale tecnica abbia usato Velasquez per riprodurre se stesso sulla tela; forse uno specchio che lo ritraeva a figura intera gli servì per l’autoritratto. Un passo in questa direzione ha un ruolo centrale in tutti i progressi verso un maggior distacco. Egli compì questo passo osservando se stesso più chiaramente di quanto potessero fare gli altri: prese cioè le distanze da sé.
(…)
Nella lunga serie di autoritratti di pittori, la rappresentazione a figura intera che Velasquez fa di se stesso nel quadro che chiamiamoLas Meninas è una delle più strane. Essa è infatti insolita non soltanto perché il pittore dipinge se stesso all’opera, con in mano gli strumenti del mestiere, ma anche perché si raffigura come facente parte di un gruppo insieme ad altre persone. (…) Presentando se stesso in questo ritratto di gruppo, egli fece risaltare il suo orgoglio personale per tutto ciò che aveva raggiunto come pittore di Corte e come servitore personale del re; ma al tempo stesso si mostrava consapevole di non essere al centro di quel mondo. 

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Diego Velázquez – Las Meninas (Le damigelle d’onore)

(…) Per due mesi Picasso fu assorbito dalla sfida rappresentata dal quadro di Velasquez. Nel complesso attuò quarantaquattro variazioni, traducendo la visione di Velasquez nel proprio linguaggio pittorico. (…) E’ possibile che Picasso abbia compreso come nel quadro  Las Meninas Velasquez fosse al pari di lui del tutto assorbito dal problema della consapevole scissione tipica del pittore: uno che stava al di fuori, che osservava il mondo e lo raffigurava nella sua mente ma che, al tempo stesso, faceva intensamente parte di questo mondo – in una parola, che era contemporaneamente distaccato e coinvolto».

Ed ecco (sotto) una sorta di traduzione inglese di Las Meninas: è The Daughters of Edward Darley Boit di John Singer Sargent (anche lui in  mostra, a Londra).

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John Singer Sargent – The Daughters of Edward Darley Boit