Small God, Big City

© Michael Wolf - Courtesy of M97 GalleryLa M97 Gallery di Shanghai presenta due mostre dedicate al lavoro di Michael Wolf. Wolf rivisita la tradizione della street photography portata nelle grandi metropoli asiatiche, delle quali coglie la densità caotica, le strutture architettoniche, e le tracce dell’individuo incastonato in una dimensione incombente che è organizzata, forse più che in ogni altra parte del mondo, per il profitto economico. Lo scatto di Wolf dà ai protagonisti un velo sarcastico e comunque ne coglie la dimensione di lotta per l’esistenza in contesti disumani, ai quali si contrappongono – nel caso di questa mostra, a Hong Kong – le esigenze  dello spirito.
Michael Wolf (1954, Monaco, DE; vive e lavora a Hong Kong) ha vissuto negli Stati Uniti dal 1955 al 1973, anno in cui ha lasciato la University of California di Berkeley per studiare fotografia presso la Folkwangschule di Essen con Otto Steinert. In seguito ha lavorato come fotografo freelance per diverse riviste ed editori. Nel 1995 si è trasferito a Hong Kong come fotografo a contratto per l’Asia. Wolf ha pubblicato cinque libri fotografici sulla Cina: China im Wandel (Frederking und Thaler, 2001), Sitting in China (Steidl, 2002), Chinese Propaganda Posters (Taschen, 2003), Hong Kong Front Door Back Door (2005) e Hong Kong Inside Outside (Peperoni Press/Asia One Publishing, 2009). Il suo lavoro è stato esposto in numerose gallerie e fiere d’arte dal 2005 e in mostre come quelle presso il Museum of Contemporary Photography di Chicago nel 2006, il Museum Centre Vapriikki di Tampere nel 2007 e la Aperture Gallery di New York nel 2010. Wolf ha vinto il primo premio nella World Press Photo Award Competition nel 2005 (Contemporary Issues Series) e nel 2010 (Daily Life Single), in entrambe le occasioni con soggetti riguardanti l’Asia. Nel 2011 ha ricevuto una menzione speciale per il progetto A Series of Unfortunate Events.

 

 

Tan Dun e la lingua segreta delle donne

tan-dun-03Le opere del compositore cinese Tan Dun   sono state eseguite dalle più grandi orchestre del mondo. Tra l’altro  ha scritto la colonna sonora, premio Oscar, del film La tigre e il dragone. Ora Tan Dun ha rivolto l’attenzione alla provincia cinese dell’Hunan. Nell’opera multimediale – un film, un’orchestra e un’arpa solista – Nu-Shu: The Segret Songs of Women, si racconta la storia dell’antico linguaggio segreto che le donne dell’Hunan usavano dopo essere state costrette in matrimoni  che le allontanavano dai loro affetti.

Qualche anno fa un gruppo di donne dello Hunan ha trascritto centinaia di versi e recuperato i diari segreti. Il Nu-Shu s’è trasformato nella prima fonte di reddito dei villaggi dello Hunan, con rappresentazioni in teatri e locali delle vite delle mogli disperate, costrette a comunicare con un codice incomprensibile ai compagni.

Così la Cina ha riscoperto la lingua segreta delle donne

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Le letture dei leader cinesi

foto-24Se le letture dell’élite cinese possono dare il senso di un avvicinamento verso l’Occidente, stiamo pure tranquilli. Sono libri perlopiù autoreferenziali, non si registrano particolari  attenzioni verso di noi. Ben poco appeal seduttivo ha il pensiero occidentale, in un periodo nel quale l’economia sta dimostrando con dinamiche spietate quanto sia felice il binomio tra comunismo e economia di mercato. Del resto, i cinesi  ci hanno sempre ignorato in nome della presunta superiorità culturale  del loro Zhongguo (Paese di Mezzo, o Cina). Ora hanno un motivo in più, ben più concreto, per sfoggiare la loro grandeur; la crescita economica in uno scenario internazionale che pare irrimediabilmente depresso .

303838La classifica dei  libri più letti, resa nota da un organo del Comitato centrale del PCC e pubblicata tra l’altro dal South China Morning Post, offre uno spaccato inedito (per quanto prevedibile) delle occupazioni intellettuali della classe dirigente cinese. I libri votati sono stati scelti tra 103 titoli, perlopiù di non-fiction, consigliati ai leader di partito e a funzionari governativi dalla Commissione Lavoro negli ultimi cinque anni. La top 10 è dominata da autori made in China che parlano di storia, economia e politica cinese. L’unico straniero è il giornalista e scrittore Usa Thomas Friedman con  il suo bestseller Il mondo è piatto – Breve storia del ventunesimo secolo.

Alcuni  leader cinesi, tra cui Mao Zedong, sono noti per essere stati avidi lettori. L’ex premier Wen Jiabao dichiarò di aver letto le Meditazioni di Marco Aurelio più di cento volte. Dopo quel commento il libro diventò un bestseller nazionale. Pare che il suo successore e attuale premier, Li Keqiang, sia più esterofilo, e abbia raccomandato agli alti funzionari  la Terza Rivoluzione Industriale di Jeremy Rifkin.

Ecco la la lista dei dieci titoli più letti:

CINA_-_Top_ten_libriPain and Glory, di Jin Yinan, sulla storia contemporanea cinese e l’ascesa al potere del PCC – The Historic 30 years, di Wu Xiaobo, sugli esperimenti  di capitalismo in Cina nel 1978-2008 dopo il varo delle riforme di Deng Xiaoping – Zeng Guofan, di Tang Haoming, sulla vita dell’eminente funzionario, generale e devoto confuciano di epoca Qing – The Reading Life of Mao Zedong, di Gong Yuzhi, Feng Xianzhi, Shi Zhongquan et al. – The Rise and Fall of a Superpower: A Study of Historic Issues of the Soviet Union (1917-1991), di Shen Zhihua – Comments on Chinese Economics, di Justin Lin Yifu – The World is Flat, A Brief History of the Twenty-First Century, di Thomas Friedman – History of the Communist Party of China 1949-1978, book 2, del Centro di ricerche storiche della Commissione centrale del partito – China Shock: The Rise of a “Civilized Country”, di Zhang Weiwei – The Track of History, Why is Communist Party Capable of Success?, di  Xie Chuntao.