“Ho copiato il Libro della giungla”

443052fIl libro della giungla non è del tutto opera della mente immaginifica di Rudyard Kipling, perché in alcune parti sarebbe stato copiato. L’ammissione del plagio arriva direttamente dallo stesso scrittore inglese (Nobel per la Letteratura nel 1907). Lo rivela una lettera autografa inedita, recentemente riscoperta e ora pubblicata da The Telegraph. Nella lettera indirizzata nel 1895 a una sconosciuta Kipling confessa di aver utilizzato fonti diverse per scrivere il suo libro più famoso, pubblicato l’anno precedente: “In realtà, è molto possibile che mi sia aiutato promiscuamente, ma al momento non ricordo da quale storie ho rubato”. Come si ricava dal breve testo della lettera, con tutta probabilità fu la sua corrispondente a nutrire qualche dubbio sull’autentica ispirazione originale del Libro della giungla. Dopo essersi scusato per la sua assenza da casa per alcuni giorni, Kipling spiegava alla donna che il ricorso ad alcuni racconti non suoi sarebbe stato fatto per “le necessità del caso”, e tra essi cita non meglio precisate regole eschimesi per la divisione del bottino.

La lettera, firmata Very sincerely, Rudyard Kipling, è in vendita da Andrusier Autographs con una stima di 2.500 sterline. Adam Andrusier l’ha comprata da un altro antiquario, Jarndyce Antiquarian Booksellers, che ha comprato la missiva alla New York Book Fair.

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Tutto Freud in e-book

Freud_Scarabottolo_e-book_3Miracoli dell’editoria digitale.  E’ disponibile per la prima volta in e-book l’opera completa di Freud nell’accurata traduzione di Bollati Boringhieri. Quindi i dieci chilogrammi di carta pari al  peso dei relativi volumi tradizionali diventano tascabili (7.500 pagine complessive e 10mila link interni all’opera).  L’operazione, fortemente voluta dalla casa editrice, è il frutto del lavoro di oltre venti persone, con un investimento di 60mila euro.

Questa digitalizzazione si rivolge soprattutto al mondo accademico e agli studenti ma, come ha spiegato Renata Colorni, Freud è anche un abile scrittore, e i suoi testi possono essere compresi da tutti grazie all’assenza di termini non tecnici.   

Renata Colorni nel corso della presentazioen dell’opera ha raccontato dei suoi inizi  come curatrice della traduzione dell’opera di Freud (Paolo Boringhieri le chiese infatti di collaborare con Cesare Musatti, padre fondatore della psicoanalisi italiana): fu nel ’73,  lei era laureata in filosofia – con un ottima conoscenza della lingua tedesca anche grazie alla madre berlinese – e aveva 33 anni. 

Il risultato è questa offerta: undici volumi al prezzo di lancio di 4,99 euro oppure un volume unico che contiene l’intero corpus degli scritti freudiani al prezzo di lancio di 49,99 euro. In più, oltre 50 volumi scelti tra i più rappresentativi della produzione di Freud, acquistabili (dal 28 marzo), separatamente, a 2,99 euro ciascuno (tra due settimane costeranno 4,99).  

La bisaccia del giornalista

Viviamo in una età di mezzo. Quello che ci stiamo lasciando alla spalle è chiaro. Ma se proviamo a chiederci verso dove stiamo andando le certezze spariscono. “La bisaccia del giornalista” nasce dal bisogno e dalla voglia di capire: chi siamo dove andiamo e come. Cosa è bene portarci dietro e cosa è meglio abbandonare. Ma soprattutto è un libro contro l’indifferenza, contro il feticcio di una presunta obiettività del giornalista che, di solito, maschera l’adesione al pensiero dominante. Per una informazione che smetta di essere forte coi deboli e debole coi forti, che non lasci mai notizie orfane, che sappia uscire dai palazzi del potere per “camminare domandando” all’interno della società.

Fare domande lungo la strada della vita, professionale e non solo, significa fuggire qualunque certezza precostituita; significa essere disposti ad avere ogni volta occhi nuovi per guardare gli stessi luoghi; significa essere capaci di viaggiare sempre “in direzione ostinata e contraria” rispetto al pensiero dominante, senza avere in tasca formule miracolistiche (…).

Questo libro nasce da una insoddisfazione e da una speranza. Dall’insoddisfazione di vedere l’informazione ridotta a “brusio dell’insignificante” (come scrive Todd Gitlin) o peggio, a strumento di/per il potere, come profetizzava lucidamente Pier Paolo Pasolini: due facce di una stessa medaglia. Dalla speranza che un moto d’indignazione condivisa porti al rovesciamento del tavolo, restituendo al giornalismo il ruolo di cane da guardia della società nei confronti del potere, di strumento di partecipazione e riscatto per i senza voce, effetti collaterali di ogni guerra: militare, politica economica. (tratto dall’Introduzione)

La colonna sonora del libro

Dissensi

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