Tomboy Virginia

Virginia Woolf a 12 anni con la sorella Vanessa – St. Ives, 1894

Raramente, faccio notare,  delle scene illustrano il mio rapporto con Vanessa , ma definirle ‘scene’ è troppo profondo.  Vanessa e io eravamo  entrambe ciò che chiamiamo maschiacci, abbiamo giocato a cricket , ci strapazzavamo sulle rocce, salivamo sugli alberi, ci dicevano di non preoccuparci per i vestiti e così via.

Fino ai quindici anni, infatti, era esteriormente sobria e austera, la più affidabile, e sempre la maggiore; a volte lamentava le sue “responsabilità” . Ma sotto la superficie grave … bruciava anche la … passione per l’arte . … Una volta la vidi  scarabocchiare su una porta nera un grande labirinto di linee, con il gesso bianco . “Quando sarò una pittrice famosa,” cominciò, e poi si voltò timida e lo cancellò nel suo modo capace … Era impacciata come un puledro dalle gambe lunghe .

Così Virginia Woolf ricordava la sorella Vanessa Bell in una corrispondenza ripresa da  Smith College. Poi scrisse alcune delle più belle opere moderniste del Ventesimo secolo, e Vanessa diventò una riconosciuta pittrice – vedi 142 dei suoi dipinti qui. Ma nei loro anni di tomboy erano solo ragazze desiderose di giocare bene a cricket. Come si vede dalla foto sopra e da quella sotto, in cui a 5 anni Virginia gioca con il fratellino Adrian Stephen (anche lui futuro membro del gruppo di Bloomsbury).

(da Open Culture)

Jane Dunn, Vanessa e Virginia – BartlebyCafé

Virginia Woolf a 5 anni con il fratello Adrian Stephen – 1886

Anaïs Nin legge il Diario

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Il Diario di Anaïs Nin (1903-1977), reso pubblico nel 1966, fu a lungo oggetto di pettegolezzi e congetture. Solo qualche amico ne aveva potuto leggere qualche pagina. Henry Miller diceva che questo diario avrebbe trovato posto accanto ai grandi capitoli dell’autobiografismo occidentale: Sant’Agostino, Rousseau, Proust… Anaïs Nin cominciò a scriverlo all’età di undici anni e continuò fino alla morte. Qui legge alcuni brani dal IV Volume, Henry & June.

 Henry & June – film 

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image«Uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere. Poi legge un libro, L’amante di Lady Chatterley, per esempio, o fa un viaggio, o parla con Richard (Wright, ndr), scopre che non sta vivendo, che è ibernato. I sintomi dell’ibernazione sono facili da individuare: primo: inquietudine, secondo, quando l’ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte: assenza di piacere. Questo è tutto…. Sembra una malattia innocua. Monotonia, noia, morte. Milioni di uomini vivono in questo modo, o muoiono in questo modo, senza saperlo. Lavorano negli uffici. Guidano una macchina. Fanno picnic con la famiglia. Allevano bambini. Poi interviene una cura “urto”, una persona, un libro, una canzone, che li sveglia, salvandoli dalla morte».

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The Anais Nin Blog

Lou seduttrice dell’Ottocento – BartlebyCafé

Legami e libertà – BartlebyCafé

Caro Proust, perdonami

André GidePerdonami. Non ho capito niente. La lettera dolente  di André Gide all’autore della Recherche scusandosi per non averne capito il valore, anzi per averla disprezzata definendola l’opera di uno snob dilettante mondano, e dunque non facendola pubblicare dalla  Nouvelle Revue française (NRF) andrà all’asta da Sotheby’s.

Rifiuto che – scrive  – resta un rammarico, il rimorso più amaro della mia vita. E poi chiude così la lettera: Non mi perdonerò mai – ed è solo per alleviare la mia pena che mi confesso a voi questa mattina – vi supplico di essere più indulgente nei miei confronti di quanto lo sia io stesso.

 Auguri Swann

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