Immagini British Library online

nataleLa Rete diventa sempre più una smisurata, preziosissima fonte di immagini che un tempo si potevano consultare solo in importanti librerie del mondo. La British Library ha messo  oltre un milione di immagini online,  su Flickr. Le immagini sono  estratte dalle pagine di 65mila volumi del XVII-XVIII e XIX secolo. Sono esenti da copyright, e chiunque potrà farne ciò che vuole. Ma, soprattutto, ognuno potrà contribuire a decifrarle e a spiegarle meglio; la più  grande operazione mai concepita di partecipazione collettiva alla cultura dopo l’invenzione di Wikipedia. untitled

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Da Finland in the Nineteenth Century, 1894 – The British Library/Flickr Commons

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Immagine da Historia de las Indias de Nueva-España y islas de Tierra Firme , 1867 – The British Library/Flickr Commons

 

The Border

foto Alex Webb – San Ysidro, California, 1979 – © Magnum Photos

«Siamo a San Ysidro in California, a sud di San Diego. E’ l’ultimo pezzo di terra americana prima del Messico. Stavo lavorando a un progetto sul ‘lungo confine’ e quel giorno ero su una macchina della polizia di frontiera. Quando ho visto dal finestrino l’inizio di questa scena ho cominciato a gridare che fermassero la macchina. Sono corso nel campo, in mezzo ai fiori, e ho scattato. E’ stato veramente un caso.  Ho lavorato tantissimo sulla frontiera, l’ho anche attraversata quattro volte illegalmente insieme a piccoli gruppi di messicani.  Per due volte siamo stati scoperti e fermati, le altre due siamo riusciti a passare. Questa volta invece ero con i poliziotti».

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Alex Webb

La foto colpisce per l’atmosfera rarefatta, quasi sospesa. «Anch’io, riguardandola, la immagino silenziosa, non ho ricordo di rumori, anche se sicuramente si saranno sentite le pale dell’elicottero. Mi ricordo solo di essere corso nell’erba e di aver scattato prima che venissero portati via. Vennero caricati su una macchina che era poco più in là. Guarda le facce dei due messicani, sembra che ci sia rassegnazione, quasi che fosse un destino scritto, ma non c’è paura e poi c’è anche una specie di delicatezza nei movimenti degli agenti. E guarda la mano del ragazzo, sembra quasi sfiorare l’elicottero. non sembra un arresto violento. È un’immagine tipica di quegli anni, che oggi non esiste più».

«Allora molte persone passavano ogni giorno ed era oggettivamente facile attraversare illegalmente: la barriera, che è sull’altro lato di questo campo di fiori gialli, era solo un rotolo di filo spinato non troppo alto che si saltava facilmen-te. Le persone che ho fotografato sapevano che si poteva entrare, essere arrestati, spediti indietro e tornare di nuovo lo stesso giorno o la stessa notte».

A_occhi_aperti_52826485a7e74«Questa è una delle mie foto più conosciute. Penso che sia perché è bellissima ma allo stesso tempo esprime una tragedia. E poi perché parla di un fenomeno che investe il mondo, parla degli stati Uniti ma anche di tutti gli altri confini. si comprende il dramma dell’immigrazione e la tragicità di molte vite ma allo stesso tempo la foto ci regala una sensazione di armonia e di curiosità: un insieme un po’ surreale e difficile da accettare. È questo che la rende interessante».

La Storia avrebbe confermato l’intuizione della fotografia: da quel momento ogni giorno dei 34 anni successivi la scena si sarebbe ripetuta e continua a ripetersi. Ogni giorno giovani, vecchi e bambini messicani provano a saltare nel mondo del Nord, ogni giorno gli agenti della polizia di frontiera provano a fermarli per ricacciarli nel mondo del Sud e ogni giorno un elicottero osserva dall’alto la recita eterna del gatto e del topo.

(Alex Webb nell’intervista tratta da Mario Calabresi, A occhi aperti, Contrasto)

Nobili “nullità”

Eccole, sono le ‘modelle’ della duchessa di Guermantes. Pazienza se Cioran, che pure per anni cercò i superstiti tra gli aristocratici che ispirarono Proust e i personaggi della sua Recherche, abbia concluso con la sua spietata fermezza che erano delle nullità.  Modelli ispiratori della duchessa Oriane de Guermantes furono, la contessa Laure de Chevigné  discendente del marchese de Sade e solo modello confermato da Proust; la contessa Elisabeth Greffulhe.  Poi Madame  Geneviève Straus, per il noto “esprit”E infine  Hélène Standish. Nullità? Che importa la grandezza vera o presunta; per Proust erano figure dal fascino irraggiungibile; presenze-feticcio di un mondo dal quale era inevitabilmente escluso. Ma poi ci penserà il Tempo a stravolgere quei personaggi avvolti nell’aura aristocratica, e quando anche la parvenu par excellence madame Verdurin diventerà principessa di Guermantes, anche  l’amore per la nobiltà si rivelerà – come tutti gli amori del resto – illusorio. In quella grande illusione in cui si risolve la vita; per quanto scandita con ordine, fin dall’infanzia a Combray, dalle due possibili passeggiate, quella dalla parte di Guermantes, o quella dalla parte di Swann (Méséglise). La morte è orribile, ma la vita? Non è una successione di morti? Un cimitero di amori, amicizie, e di personalità successive e contraddittorie.  Ogni istante cambiamo, moriamo.   Proust – BartlebyCafé

Laure de Sade, contessa de Chevigné – foto Nadar

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