Interno con despota

Indice dei libri, maggio 2019

Quanti scrittori possono vantardi aver suscitato l’insonnia di Virginia Woof, che nel Diario di una scrittrice ammette di essersi svegliata in preda a un’acuta sofferenza, pensando al suo libro come a qualcosa di morto e deludentemolto inferiore all’amara verità e all’originalità intensa di Miss ComptonBurnett? Lei non ricambiava la stima, anzi pensava che Virginia Woolf fosse sopravvalutata, e invidiava piuttosto le scrittrici di best-seller come Rose Macaulay e Daphne du Maurier. Di ambizione non era privama la sua scrittura non era destinata a molti lettori; solo dopo la sua mortenel 1969, un certo mondo intellettuale se ne invaghì. Natalia Ginzburgquei romanzi – il cui ritmo è uguale e senza scampo di chi sa dove andare e la cui pazienza è martellante e infernale – ammette di amarli in un modo furiosoPer Alberto Arbasino c’è nell‘opera della grande signorina qualcosa di simile a un Seneca devastato dai dadaisti. Nathalie Sarraute annota nell’Età del sospetto che niente potrebbe essere più sorprendente che la monotona ostinazione con cui, durante quarant’anni di lavoro, la Compton-Burnett ha posto e risolto in modo identico gli stessi problemi.  Ma Ivy ha gusti classici, non contraccambia l’interesse per la maestra del nouveau roman. 

 

Tomboy Virginia

Virginia Woolf a 12 anni con la sorella Vanessa – St. Ives, 1894

Raramente, faccio notare,  delle scene illustrano il mio rapporto con Vanessa , ma definirle ‘scene’ è troppo profondo.  Vanessa e io eravamo  entrambe ciò che chiamiamo maschiacci, abbiamo giocato a cricket , ci strapazzavamo sulle rocce, salivamo sugli alberi, ci dicevano di non preoccuparci per i vestiti e così via.

Fino ai quindici anni, infatti, era esteriormente sobria e austera, la più affidabile, e sempre la maggiore; a volte lamentava le sue “responsabilità” . Ma sotto la superficie grave … bruciava anche la … passione per l’arte . … Una volta la vidi  scarabocchiare su una porta nera un grande labirinto di linee, con il gesso bianco . “Quando sarò una pittrice famosa,” cominciò, e poi si voltò timida e lo cancellò nel suo modo capace … Era impacciata come un puledro dalle gambe lunghe .

Così Virginia Woolf ricordava la sorella Vanessa Bell in una corrispondenza ripresa da  Smith College. Poi scrisse alcune delle più belle opere moderniste del Ventesimo secolo, e Vanessa diventò una riconosciuta pittrice – vedi 142 dei suoi dipinti qui. Ma nei loro anni di tomboy erano solo ragazze desiderose di giocare bene a cricket. Come si vede dalla foto sopra e da quella sotto, in cui a 5 anni Virginia gioca con il fratellino Adrian Stephen (anche lui futuro membro del gruppo di Bloomsbury).

(da Open Culture)

Jane Dunn, Vanessa e Virginia – BartlebyCafé

Virginia Woolf a 5 anni con il fratello Adrian Stephen – 1886