Nobili “nullità”

Eccole, sono le ‘modelle’ della duchessa di Guermantes. Pazienza se Cioran, che pure per anni cercò i superstiti tra gli aristocratici che ispirarono Proust e i personaggi della sua Recherche, abbia concluso con la sua spietata fermezza che erano delle nullità.  Modelli ispiratori della duchessa Oriane de Guermantes furono, la contessa Laure de Chevigné  discendente del marchese de Sade e solo modello confermato da Proust; la contessa Elisabeth Greffulhe.  Poi Madame  Geneviève Straus, per il noto “esprit”E infine  Hélène Standish. Nullità? Che importa la grandezza vera o presunta; per Proust erano figure dal fascino irraggiungibile; presenze-feticcio di un mondo dal quale era inevitabilmente escluso. Ma poi ci penserà il Tempo a stravolgere quei personaggi avvolti nell’aura aristocratica, e quando anche la parvenu par excellence madame Verdurin diventerà principessa di Guermantes, anche  l’amore per la nobiltà si rivelerà – come tutti gli amori del resto – illusorio. In quella grande illusione in cui si risolve la vita; per quanto scandita con ordine, fin dall’infanzia a Combray, dalle due possibili passeggiate, quella dalla parte di Guermantes, o quella dalla parte di Swann (Méséglise). La morte è orribile, ma la vita? Non è una successione di morti? Un cimitero di amori, amicizie, e di personalità successive e contraddittorie.  Ogni istante cambiamo, moriamo.   Proust – BartlebyCafé

Laure de Sade, contessa de Chevigné – foto Nadar

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Auguri Swann

Charles Swann ha cento anni e a quanto pare li porta molto bene. Il  12 novembre 1913 veniva pubblicato Du côté de chez Swann, primo volume  di un’opera-cattedrale che si sarebbe estesa fino al Temps retrouvé, nel 1927.  Alessandro Piperno, da anni ottimo  divulgatore del mondo proustiano, al quale ha dedicato il saggio Contro la memoria,  fa notare che il personaggio di Swann (la vittima) sia uno di noi – (ma già ci aveva spiegato, qui, perché  la Recherche può dialogare con i lettori delle varie generazioni). Anche Edmund White, nel suo Ritratto di Marcel Proust ne aveva fatto  notare la modernità. Spingendosi a sostenere che Proust può essere più adatto ai lettori di oggi rispetto a quelli del passato, e risuonare  come se lui fosse il “supremo compositore dello spirito”.  “I lettori moderni sono sensibili alle instancabili e brillanti analisi dell’amore di Proust – scrive White – perché non danno più l’amore per scontato, proprio come lui. Oggi, i lettori rendono sempre pubblico il personale, politico l’intimo, filosofico l’istintivo”. E’ dunque in sintonia con l’oggi il valore che nell’opera di Proust è dato all’Io , per la sua capacità di leggere  l’esperienza attraverso la lente della psicologia e della filosofia.

tumblr_mox1dcwx6s1stn92so1_1280Un Io che disseziona relazioni e discorsi amorosi, demistifica e in qualche modo disumanizza l’amore (o ne accarezza di continuo il mistero), quando racconta la passione di Charles Swann per Odette. «E pensare che ho buttato via degli anni, che ho desiderato morire, che il mio più grande amore l’ho avuto per una donna che non mi piaceva, che non era il mio genere!», dice. Ed è  così importante che quando muore Proust gli concede l’onore di chiamarlo direttamente in causa.

«Eppure, caro Charles Swann, che io ho conosciuto così poco quando ero tanto giovane e voi vicino alla tomba, solo perché colui che dovevate considerare un piccolo sciocco ha fatto di voi il protagonista di uno dei suoi romanzi, si ricomincia a parlare di voi e voi forse vivrete. Se, davanti al quadro di Tissot raffigurante il balcone del Cercle de la rue Royale, dove voi siete tra Gallifet, Edmond de Polignac e Saint Maurice, si parla tanto di voi, è perchè si sa che ci sono alcuni elementi vostri nel personaggio di Swann».  (da La Prisonnière)


The Bibliothèque nationale de France – manoscritti

Antoine Compagnon, Proust en 1913 – Collège de France

André Aciman scrive di Proust – Wall Street Journal

Proust (ristretto) in tv – BartlebyCafé

 Proust a fumetti – BartlebyCafé

Proust in love – BartlebyCafé

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