Sei tu mia madre?

Lo stile è quello che avevamo aprezzato in Fun home, biografia del padre suicida. Ora Alison Bechdel ci intrattiene con lo stesso tratto ironico nel racconto della madre, questa volta intrecciando alle sua vita le teorie di Donald Winnicott e stralci di Virginia Woolf (ma ci sono anche Adrienne Rich, Alice Miller…) Così tra citazioni telefonate e scene più significative della sua vita la grapic novel ricompone il profilo di una madre difficile, non sempre sufficientemente buona, mai del tutto in armonia con l’accettazione della figlia omosessuale, grande lettrice e amante della musica, attrice dilettante. E infelice moglie di un uomo con dichiaratamente gay, e frustrata nelle sue aspitazioni intellettuali dalla presenza di Alison, che già a sette anni ha dovuto fare a meno del bacio della buonanotte.

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Mettendo su uno stesso piano narrativo tempi diversi delle vite di Alison e della madre, raccontando il loro rapporto nel fluire delle loro esperienze, la graphic novel rende in modo visivamente piacevole e efficace la riflessione psicoanalitica che attraversa la storia. Dentro c’è anche la vita sentimentale di Alison, la nascita del suo libro sul padre – con tanto di stizzita reazione materna – le sue seduta psicoanalitiche, i suoi sogni, che aprono ogni capitolo. Profondo e comico, è una versione di autofiction dall’intelligente leggerezza.

Are you my mother? – The Guardian

Are you my mother? Top 10 Everything of 2012 – Time

Creating Fun Home – YouTube

Alison Bechdel

Fun home

funhomeQuesta biografia a fumetti ricorda un po’ quella dell’iraniana Marjane Satrapi, Persepolis, per l’autoironia, commovente e amara, per il disegno piacevole e il piglio colto. E poi anche qui ci sono un destino e una evoluzione individuali contro forze ostili, che per la Satrapi è il regime teocratico e maschilista nel quale è cresciuta, mentre per di Alison Bechdel è la sua famiglia, il padre enigmatico e la strana atmosfera che suscita.

Il mistero si scioglie attraverso la ricostruzione dell’infanzia e adolescenza di Alison. Ma non in modo lineare; scene e temi sono ripercorsi più volte e con nuovi dettagli e arricchiti da reminiscenze letterarie, artistiche e mitologiche che aggiungono alla storia familiare nuove interpretazioni.

Dunque più che una storia di fatti, c’è la storia di un rapporto padre-figlia, Alison e Bruce, e c’è la sorprendente scoperta dell’omosessualità del padre (oltre che di quella, meno sorprendente, della figlia). In una casa vagamente ‘famiglia Addams’ e gravata da ampollosità vittoriane, voluta dal gusto di Bruce, si assiste a una esilarante, teatrale messa in scena di famiglia. Famiglia per modo di dire: piuttosto una gruppo di adorabili autistici, dove ognuno è abilissimo a nascondere le proprie passioni dietro l’amore per l’arte (del resto la madre è attrice teatrale, il padre professore di letteratura inglese in un liceo, ma anche impresario funebre -fun home del titolo sta per ‘funeral home’), e grazie a una particolare vena creativa (compulsiva).

Proprio incrociando citazioni letterarie, scambiandosi libri e battute, padre e figlia riescono a ‘vedersi’ reciprocamente, pur nelle profonde diversità. Ma come il grande Gatsby, l’esteta Bruce preferisce la letteratura alla vita; insieme alle sue tendenze omosessuali nascoste, questo contribuisce a creare una distanza emotiva rispetto alla famiglia.

Il rapporto tra Alison e Bruce si scioglie solo alle ultime pagine, in un crescendo che ci fa rivivere (addirittura!) il finale dell’Ulisse di Joyce. Ma a 44 anni, poco dopo l’epifanico riconoscimento reciproco, e due settimane dopo che sua moglie ha chiesto il divorzio, Bruce è investito da un camion mentre attraversa la strada e muore. Resta il dubbio che sia un suicidio. Tutto il fumetto è ricco di citazioni, da Oscar Wilde a Salinger a Fitzgerald – amato dal padre per quella “bancarotta emotiva” in cui anche lui si riconosce – Faulkner, Proust… Per parlare del rapporto padre-figlia l’autrice usa il mito di Dedalo e Icaro, e del suicidio medita attraverso scritti di Albert Camus.

In una storia assolutamente priva di patetismi, immagini e testo vanno bene insieme. I disegni prendono spunto dalle fotografie dei personaggi, ma non per questo risultano troppo descrittivi. Fun Home è stato premiato come Best Book of the Year 2006 da “Time”.

(Cristina Bolzani)

Alison Bechdel, americana, vive nel Vermont. Artista di culto del fumetto underground, è diventata famosa in tutto il mondo per la striscia Dykes to Watch Out For, nata nel 1983. Questo è il suo primo libro pubblicato in Italia.