Nobili “nullità”

Eccole, sono le ‘modelle’ della duchessa di Guermantes. Pazienza se Cioran, che pure per anni cercò i superstiti tra gli aristocratici che ispirarono Proust e i personaggi della sua Recherche, abbia concluso con la sua spietata fermezza che erano delle nullità.  Modelli ispiratori della duchessa Oriane de Guermantes furono, la contessa Laure de Chevigné  discendente del marchese de Sade e solo modello confermato da Proust; la contessa Elisabeth Greffulhe.  Poi Madame  Geneviève Straus, per il noto “esprit”E infine  Hélène Standish. Nullità? Che importa la grandezza vera o presunta; per Proust erano figure dal fascino irraggiungibile; presenze-feticcio di un mondo dal quale era inevitabilmente escluso. Ma poi ci penserà il Tempo a stravolgere quei personaggi avvolti nell’aura aristocratica, e quando anche la parvenu par excellence madame Verdurin diventerà principessa di Guermantes, anche  l’amore per la nobiltà si rivelerà – come tutti gli amori del resto – illusorio. In quella grande illusione in cui si risolve la vita; per quanto scandita con ordine, fin dall’infanzia a Combray, dalle due possibili passeggiate, quella dalla parte di Guermantes, o quella dalla parte di Swann (Méséglise). La morte è orribile, ma la vita? Non è una successione di morti? Un cimitero di amori, amicizie, e di personalità successive e contraddittorie.  Ogni istante cambiamo, moriamo.   Proust – BartlebyCafé

Laure de Sade, contessa de Chevigné – foto Nadar

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