Nella villa delle Memorie

Passeggiando per Villa Adriana a Tivoli può capitare di vedere turisti che si aggirano con il più celebre romanzo di Marguerite Yourcenar sotto il braccio. A quel libro, Memorie di Adriano, e alla scrittrice franco belga è dedicata una mostra allestita nel museo della villa imperiale. L’esposizione, aperta al pubblico fino a novembre, ripercorre le tappe più significative della vita della Yourcenar, attraverso fotografie, appunti di viaggio, lettere, interviste; e racconta la genesi del capolavoro che l’ha resa celebre. Silvia Rita ha visitato la mostra, commentandola con la scrittrice Sandra Petrignani.

Memorie di Adriano

Alexis

Antinoo

Come sarebbe scialbo essere felici

[youtube_sc url=http://youtu.be/3zuAcNzPEX4]

Yourcenar a Villa Adriana

yVilla Adriana c’è una mostra interamente dedicata a Marguerite Yourcenar (1903-1987), colei che più di tutti ha contribuito a rendere famosa nel mondo la residenza dell’imperatore Adriano a Tivoli con il suo capolavoro Memorie di Adriano. Dal 28 marzo al 3 novembre, la mostra Marguerite Yourcenar. Adriano, l’antichità immaginata ripercorre l’iter creativo del romanzo e mette a fuoco il profondo lavoro di studio della scrittrice sull’antichità classica, esponendo nelle sale dell’Antiquarium carteggi, fotografie d’epoca, sculture e incisioni.

Marguerite, all’età di 20 anni, in visita a Villa Adriana nel 1924 La mostra è accompagnata da un volume di saggi illustrati edito da Electa, che riunisce numerosi contributi di studiosi – molti membri della Société Internationale d’Études Yourcenariennes – che approfondiscono i temi affrontati in mostra. Il libro comprende un’antologia illustrata delle Memorie con commenti di carattere storico, archeologico, artistico, letterario, filosofico, antiquario per la ricostruzione della visione che la scrittrice aveva di Adriano e della sua epoca, senza tralasciare le ripercussioni che gli eventi del Novecento ebbero su tale idea della grecità e della romanità.

La passione per Adriano scaturisce in lei quando a undici anni ne ammira il busto al British Museum. Si rafforza visitando Villa Adriana, nel 1924, con il  padre. Finalmente, nel1949, la Yourcenar concepisce l’idea di un romanzo dedicato al suo mito,  ispirato alle rovine di Villa Adriana che sarà spesso visitata nel tempo. 

“Avevo preso l’abitudine di scrivere ogni notte quasi automaticamente il risultato di queste lunghe visioni provocate, durante le quali mi inserivo nell’intimità di un altro tempo”. In mostra a Villa Adriana c’è anche anche l’abatjour su cui la scrittrice incollò l’inizio della poesia che chiude il suo romanzo: “Animula vagula blandula…”. L’apostrofe dell’imperatore alla sua anima. “Piccola anima smarrita e soave, / Compagna e ospite del corpo, / ora t’appresti a ascendere in luoghi / incolori, ardui e spogli, / ove non avrai più gli svaghi consueti. / Un istante ancora / Guardiamo insieme le rive familiari, / le cose che certamente non rivedremo mai più… Cerchiamo di entrare nella morte ad occhi aperti”. 

Alexis

[youtube_sc url=”http://youtu.be/VCVQGLkUYVY”%5D

Hadrian Loving Antinous

L’artista Francesco Vezzoli ha presentato a villa Adriana di Tivoli Self-portrait as Hemperor Hadrian Loving Antinous. Il gruppo scultoreo raffigura l’autoritratto di Vezzoli, alias Adriano, che volge il suo sguardo verso Antinoo, in dialogo con i reperti che narrano la vita di Antinoo risalenti al II secolo DC. L’opera sarà esposta all’Antiquarium del Canopo a Villa Adriana, nell’ambito della mostra Antinoo. Il Fascino della Bellezza.

Dopo essersi cimentato con varie forme artistiche, ricamo, video, scultura, performance, l’artista cede all’eternità delle forme plastiche e alla bellezza del marmo. In Self-portrait as Hemperor Hadrian Loving Antinous prende le sembianze dell’imperatore Adriano che guarda con amore Antinoo, il suo giovane amante e compagno. Dopo la sua morte, nel 130 d.C. la sua immagine fu scolpita nel marmo innumerevoli volte conservando le sue fattezze in eterno e divinizzando, di fatto, la sua memoria e la sua immagine.

Il divismo che permea l’opera di Francesco Vezzoli si fonde con il fascino della bellezza di Antinoo e il culto della divinità. Per Gianfranco Maraniello, direttore del MAMbo di Bologna che ha introdotto l’incontro “Vezzoli si autoritrae con gli strumenti della classicità nello stereotipo classico di adoratore del bello e, impersonando la figura dell’imperatore Adriano, consuma il proprio desiderio di bellezza”.

Vezzoli ricorda Andy Warhol e il concetto di divismo, la riproduzione di un’immagine fino a diventare culto; cosi Antinoo che è diventato icona della bellezza ideale, come voluto dall’imperatore Adriano che dopo la sua morte ha ordinato che venissero scolpiti a memoria eterna suoi ritratti in tutto l’impero.
.
La presenza dell’opera a Villa Adriana, dove Vezzoli stesso ha cercato e trovato ispirazione, è quasi un ritorno alle origini della storia dei due protagonisti. L’originale e la copia si esaltano attraverso il confronto con l’ambiente circostante e i resti della magnifica residenza imperiale, cornice naturale dell’installazione.

 

Antinoo

Alexis

Memorie di Adriano

 

 

 

 

[youtube_sc url=”http://youtu.be/WOIXU95-pII”%5D 

[youtube_sc url=http://youtu.be/SrRxPqMywRw]