Nobili “nullità”

Eccole, sono le ‘modelle’ della duchessa di Guermantes. Pazienza se Cioran, che pure per anni cercò i superstiti tra gli aristocratici che ispirarono Proust e i personaggi della sua Recherche, abbia concluso con la sua spietata fermezza che erano delle nullità.  Modelli ispiratori della duchessa Oriane de Guermantes furono, la contessa Laure de Chevigné  discendente del marchese de Sade e solo modello confermato da Proust; la contessa Elisabeth Greffulhe.  Poi Madame  Geneviève Straus, per il noto “esprit”E infine  Hélène Standish. Nullità? Che importa la grandezza vera o presunta; per Proust erano figure dal fascino irraggiungibile; presenze-feticcio di un mondo dal quale era inevitabilmente escluso. Ma poi ci penserà il Tempo a stravolgere quei personaggi avvolti nell’aura aristocratica, e quando anche la parvenu par excellence madame Verdurin diventerà principessa di Guermantes, anche  l’amore per la nobiltà si rivelerà – come tutti gli amori del resto – illusorio. In quella grande illusione in cui si risolve la vita; per quanto scandita con ordine, fin dall’infanzia a Combray, dalle due possibili passeggiate, quella dalla parte di Guermantes, o quella dalla parte di Swann (Méséglise). La morte è orribile, ma la vita? Non è una successione di morti? Un cimitero di amori, amicizie, e di personalità successive e contraddittorie.  Ogni istante cambiamo, moriamo.   Proust – BartlebyCafé

Laure de Sade, contessa de Chevigné – foto Nadar

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Leitmotiv, presagio, ricordo

Speriamo che sia tradotto presto in italiano questo saggio scritto dai musicologi Melanie Wald e Wolfgang Fuhrmann (a sinistra la copertina), perché  l’analisi dei famosi Leitmotive di Wagner ha diverse ragioni per essere interessante. Presagio (Ahnung) e ricordo (Erinnerung) sono parole frequenti negli scritti di Wagner, e proprio la loro relazione definisce la funzione del ripetersi – mai uguale – dei motivi conduttori che scandiscono l’opera.

Avvalendosi di uno strumentario assai ampio nell’adottare una prospettiva non solo musicale ma anche teatrale, drammaturgica, semantica e storico-culturale, – scrive il Corriere Musicale – gli autori si interrogano sulla natura e sulla funzione del Leitmotiv e – consci della vastità dell’argomento in questione – propongono una nuova lettura che si allontana dalle classiche “etichette” affibbiate alla drammaturgia motivica di Wagner. Il testo non vuole essere una mera classificazione dei temi wagneriani, bensì vede questi ultimi come elementi vivi e in perpetuo movimento e il Leitmotiv non viene solamente trattato in relazione all’opera d’appartenenza, ma studiato in una prospettiva più ampia, che considera la tecnica motivica (Motivtechnik) nella sua totalità. Viene delineata così la genesi e l’evoluzione della Reminiszenzentechnik, con un particolare riferimento alle opere di Carl Maria von Weber e Giacomo Meyerbeer: la relazione tra presagio e ricordo, la tecnica del continuo variare delle ripetizioni con funzione drammatica e formale, i motivi caratteristici e densi di significato dell’orchestra sono elementi che Wagner sistematizza e interiorizza, facendone la cifra stilistica caratterizzante della sua drammaturgia.

Il tema musicale ricorrente appare di solito nelle opere ma anche in poemi sinfonici. Viene utilizzato per rafforzare l’azione drammatica, per dare ai personaggi una connotazione psicologica, e per ricordare o suggerire  idee extramusicali rilevanti. La ripetizione o la trasformazione del tema dà anche la coesione di opere di grandi dimensioni. Il filo conduttore ha due funzioni, che possono operare separatamente o insieme: una è l’allusione (ad eventi drammatici), l’altra la trasformazione, o la continua modifica del tema. Entrambe sono stati utilizzati molto prima di Wagner; il carattere allusivo si trova per esempio nel Così fan tutte di Mozart e nel Freischütz di Carl Maria von Weber.

Una forma di leitmotiv – ma non ancora parte organica della struttura sinfonica – è nella Symphonie fantastique di Berlioz, in quella idée fixe che appare in forme diverse.

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In questa idea di divenire nel Tempo ritroviamo la stessa poetica di Proust. Anche nell’intreccio della   Recherche i personaggi ritornano con ricorrenti apparizioni, e sono evocati seguendo i leitmotiv che li caratterizzano, fino a quando, nell’ultima parte, si ripresentano del tutto trasformati nelle loro vite e nel loro aspetto. C’è nei personaggi raccontati attraverso il leitmotiv una sorta di ristrutturazione del loro passato che traduce in letteratura il concetto freudiano di après coup. E nella Recherche c’è un leitmotiv proprio musicale che attraversa tutta l’opera, quella petite phrase di Vinteuil che accompagna l’amore tormentato dalla gelosia di Charles Swann per la parvenu Odette de Crecy.

Idillio di Sigfrido

Quirino Principe, la petite phrase, Proust e la musica

Marcel Proust le musicien

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