I segreti di Sophie Calle e molto altro nella grande fiera di Paris Photo

Centoquarantasei gallerie, di cui 26 partecipano per la prima volta; ventisei editori. Sono i numeri di Paris Photo, le cui  molte iniziative ruotano attorno al Gran Palais, sede della prestigiosa fiera (nata nel 1997) dedicata al medium fotografico. Un dedalo di fotografie esposte e in vendita. Quest’anno poi ci sarà una nuova galleria nel Salon d’Honneur, con foto di grande formato e seriali. Il Salon ospiterà anche il collezionista Enea Righi con opere di Cy Twombly e Nan Goldin.

Stimolanti gli eventi collaterali di Paris Photo Platform: figure importanti della scena artistica si confronteranno in discussioni e confronti attorno al tre focus: la collezione, la fotografia dopo la crisi, e la sua relazione con il libro. A proposito di libri, Open Book mostrerà una selezione di artisti dagli anni Sessanta a oggi, e il Photobook Award espone i titoli in concorso quest’anno. Il vincitore della categoria First PhotoBook sarà rivelato il 13 novembre, riceverà 10mila dollari.  Continua a leggere

Appointment with Sigmund Freud

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E’ noto lo stile autobiografico dell’artista concettuale e fotografa Sophie Calle, che l’ha fatta apprezzare nel 2007 con  Prenez soin de vous. Il suo lavoro Appointment with Sigmund Freud – di cui parliamo in occasione del giorno di nascita dello psicoanalista, il 6 maggio 1856 – precede di due anni la famosa performance alla Biennale di Venezia che l’ha fatta conoscere. Anche qui la storia dell’artista

 

 

 

ha una funzione importante.  Sollecitata a realizzare una esibizione dal titolo Appointment al numero 20 di Maresfield Gardens a Londra, dove Sigmund Freud visse gli ultimi anni, la Calle si inventa un intreccio tra la sua vita e quella di Freud. Assembla dei propri testi e oggetti personali con oggetti della collezione personale di Freud, creando un racconto della sua infanzia e delle sue relazioni adulte che ha come sfondo l’ambiente nel quale si è storicamente cominciato a decifrare e teorizzare tutto questo. ‘Prove’ della sua esistenza, esperienze, traumi, sono così disseminate, ‘proiettate’ tra le icone della storia della psicoanalisi, come per esempio il famoso divano. Il libro mostra le varie fotografie della installazione accanto a delle annotazioni che le descrivono. img-thingDunque l’appuntamento diventa un incontro con il fantasma di Freud, un divertissement immaginario, a suo modo anche un tantino narcisistico e kitsch, ma affascinante. Perché anche qui Sophie Calle esercita l’arte di colmare i vuoti dell’assenza; in questo caso quella di Freud, in   Prenez soin de vous quella dell’amato, nell’opera dedicata ai ciechi Aveugles l’assenza di immagini. Per lei – che peraltro ha filmato la madre  mentre moriva – “l’arte è una terapia contro l’assenza”.

Così racconta quell’esperienza. «Nel 2006 mia madre stava molto male. Avevo paura che morisse in mia assenza, perdendo qualche parola importante. Ho deciso di mettere una telecamera accanto al suo capezzale. Poi, quando è morta, ero insieme a lei. Tutte quelle riprese non avevano più senso, mi suscitavano emozioni violente. Con il tempo, riguardando le immagini, mi sono accorta che la cosa più incredibile è non aver visto la morte arrivare. Ci sono undici minuti in cui mia madre non c´è già più e io non me accorgo. Sono partita da questo video per costruire una mostra più ampia, in cui ho aggiunto testi, fotografie, estratti dal suo diario e il viaggio che ho fatto al Polo Nord per seppellirla simbolicamente. Mia madre mi ha trasmesso la curiosità, la voglia di mettersi in scena, di raccontare storie. Ha scritto da sola il suo epitaffio: Je m´ennuie déjà, sono già annoiata». (qui l’intera intervista)

Prenez soin de vous 

Aveugles

Voir la mer

In The Studio: Sophie Calle, artist

Calle secondo Rosalind Krauss

Les Rencontres d’Arles

Dal 2 luglio comincia la quarantatreesima edizione di Rencontres d’Arles. Il famoso festival internazionale della fotografia – che andrà avanti fino al 23 settembre, ospitando oltre sessanta mostre fotografiche e molti altri eventi –  è stato negli ultimi quarant’anni un punto di riferimento della fotografia. Fu creato nel 1969 da fotografi ed appassionati dell’immagine come  Lucien Clergue, Jean-Maurizio Rouquette, Michel Tournier e altri.

Il festival attrae collezionisti, curatori, galleristi, artisti, editori ed appassionati di fotografia da tutto il mondo. E poi ospita proiezioni notturne all’aperto nel teatro antico. Ogni sera un fotografo o uno specialista della fotografia presenta delle immagini, anche accompagnate da concerti o da performance artistiche. Da otto anni la Nuit de l’année  permette di vedere fotografie di vari protagonisti della stampa, di riviste, di agenzie, su schermi giganti, durante una passeggiata fotografica notturna nel centro città.

Alcuni nomi interessanti di quest’anno (a parte Sophie Calle)

Pietro Paolini è tra i vincitori di quest’anno del Word Press Photo;
Anna Di Prospero è una giovane promessa italiana, vincitrice dei Lucy Awards e attiva con molte mostre personali;
Gianni Cipriano famoso fotografo siciliano per il New York Times;
Laura El-Tantawy è una fotografa egiziana molto attiva recentemente nella sua terra;
Pierre Clauss è in mostra con un interessante lavoro degli espatriati corsi “sans papiers”, un problema sepolto ma molto serio in Francia;
Alessandro Imbriaco è ora molto premiato, in Italia e non solo;
Alisa Resnik è una talentuosa fotografa russa, lavora per Prospekt;
Gihan Tubbeh, artista eclettica molto conosciuta in Perù, scrittrice, pittrice e film-maker;

 

Andy Spyra, anch’egli pluri-premiato;
Sean Lee, uno dei più famosi giovani fotografi di Singapore;
Ikuru Kuwajima, riservato e vagabondo fotografo kazakho.

 

 

In occasione delle Rencontres il seminario internazionale Reflexions Masterclass ripercorre i suoi dieci anni con una mostra atelier e un libro.

 

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