World Press Photo 2015, gli italiani premiati raccontano i loro scatti

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TuriCalafato

foto Turi Calafato

Si è aperta al Museo di Roma in Trastevere la mostra World Press Photo 2015, che raccoglie le foto vincitrici del più importante premio mondiale di fotogiornalismo, assegnato lo scorso febbraio.  La fotografia italiana mostra la sua vitalità con ben nove vincitori nelle varie categorie. Cinque dei premiati ci raccontano i loro scatti.

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Il WPP ritira il premio a Giovanni Troilo e plaude al dibattito sull’etica

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ph Giovanni Troilo

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ph Giovanni Troilo (la foto scattata a Bruxelles)

Le polemiche sul premio dato dal prestigioso World Press Photo al fotografo italiano si chiudono con il ritiro del premio. Ma non per la questione sollevata in un primo tempo sulla legittimità di ammettere – e premiare – in una competizione di fotogiornalismo una serie con foto staged e l’utilizzo della torcia (nella foto in alto). Dopo una prima indagine (anche scaturita dalle proteste formali del sindaco di Charleroi per aver ‘diffamato’ la città raccontata da Troilo come il cuore nero d’Europa) che aveva confermato il premio nella categoria Contemporary Issues, una seconda indagine si è resa necessaria dopo la scoperta, poi confermata dallo stesso Troilo,  che la foto che mostra un pittore mentre realizza un’opera  è stata scattata a Molenbeek, un municipio di Bruxelles, e non a Charleroi come dichiarato al momento della partecipazione al concorso. Questa informazione falsificata è una violazione alle regole di partecipazione e per questo World Press Photo ha ritirato il premio.

Il dibattito in corso sulle definizioni di fotografia, fotogiornalismo e fotografia documentaria è necessario, e avrà conseguenze per l’etica dei professionisti, ha detto il direttore del WPP, Lars Boering. Siamo nel mezzo di questo dibattito e ci proponiamo di utilizzarlo come una esperienza di apprendimento.

Aldilà del fatto che la decisione di ritiro del premio è stata presa per una foto diversa da quelle che avevano sollevato critiche e discussioni,  non dovrebbe essere l’autorevole premio a dare la linea sull’etica del fotogiornalismo, a prescidere dalle polemiche ex post?

Se “il cuore nero d’Europa” si ribella

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Giovanni Troilo—INSTITUTE

Il World Press Photo mantiene la sua decisione sul premio assegnato a Giovanni Troilo dopo la richiesta del sindaco  di Charleroi di revocare il prestigioso riconoscimento vinto dal fotografo italiano per un reportage sui gravi problemi sociali della città belga, definita “Il cuore nero dell’Europa”. Troilo è il vincitore della categoria Contemporany Issues con un reportage in cui ritrae la città a sud di Bruxelles, da lui vista come un luogo che ha sperimentato il crollo dell’industria, l’alto tasso di disoccupazione, immigrazione e una recrudescenza di microcriminalità. Ma Paul Magnette, primo cittadino di Charleroi, ha denunciato il fotografo per quella che definito una grave distorsione della realtà che danneggia la città e i suoi abitanti, nonché la professione di fotoreporterLe didascalie falsificati e fuorvianti – insiste il sindaco –  la parodia della realtà, la costruzione di immagini suggestive inscenate dal fotografo, tutto questo è profondamente disonesto e non rispetta i codici di deontologia giornalistica. A nostro parere, questo lavoro non è conforme con l’obiettivo del concorso.

Dopo la sua indagine durata tre giorni l’organizzazione del WPP ha replicato affermando che non vi è alcuna ragione di dubitare dell’integrità del fotografo, e che Troilo non ha violato in alcun modo l’etica giornalistica poiché le sue immagini sono tutte autentiche e non sono stati trovati elementi fuorvianti nelle didascalie delle foto.

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Giovanni Troilo—INSTITUTE

Il dibattito sulla legittimità del premio a Troilo da giorni la comunità di fotografi e appassionati , come si può leggere dal blog di Smargiassi che ha intervistato il fotografo in Charleroi vs storyteller, un fotoconflitto.  Il suo non è un reportage investigativo ma storytelling, precisa Troilo, ammettendo di aver fatto delle foto con situazioni ricostruite e in posa (per esempio è il cugino l’uomo nell’auto nel parcheggio per gli scambi di coppie), ma facendo notare di averlo dichiarato in modo non ambiguo nelle didascalie. Il fotografo, riporta Time ricostruendo la querelle, comunque ha ammesso di aver usato la torcia in una foto per aumentare la qualità dell’immagine. Un indubbio stravolgimento delle regole del fotogiornalismo, che nelle intenzioni del più importante premio del mondo prende un indirizzo più fictional, cinematografico. Aldilà del fatto che quella città sia davvero ‘nera’ , più di quanto piaccia al sindaco.

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