Anaïs Nin legge il Diario

image

Il Diario di Anaïs Nin (1903-1977), reso pubblico nel 1966, fu a lungo oggetto di pettegolezzi e congetture. Solo qualche amico ne aveva potuto leggere qualche pagina. Henry Miller diceva che questo diario avrebbe trovato posto accanto ai grandi capitoli dell’autobiografismo occidentale: Sant’Agostino, Rousseau, Proust… Anaïs Nin cominciò a scriverlo all’età di undici anni e continuò fino alla morte. Qui legge alcuni brani dal IV Volume, Henry & June.

 Henry & June – film 

[youtube_sc url=”http://youtu.be/mm3poQhOn1E”%5D

image«Uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere. Poi legge un libro, L’amante di Lady Chatterley, per esempio, o fa un viaggio, o parla con Richard (Wright, ndr), scopre che non sta vivendo, che è ibernato. I sintomi dell’ibernazione sono facili da individuare: primo: inquietudine, secondo, quando l’ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte: assenza di piacere. Questo è tutto…. Sembra una malattia innocua. Monotonia, noia, morte. Milioni di uomini vivono in questo modo, o muoiono in questo modo, senza saperlo. Lavorano negli uffici. Guidano una macchina. Fanno picnic con la famiglia. Allevano bambini. Poi interviene una cura “urto”, una persona, un libro, una canzone, che li sveglia, salvandoli dalla morte».

[youtube_sc url=”http://youtu.be/a72IyIu6SEM”%5D

The Anais Nin Blog

Lou seduttrice dell’Ottocento – BartlebyCafé

Legami e libertà – BartlebyCafé

Joyce suona la chitarra

Il lavoro di James Joyce ha ispirato molti musicisti – da John Cage a Kate Bush a Lou Reed. Lui stesso era un grande amante della canzone (la sua unica raccolta di poesie si intitola Chamber Music), e i lettori  di Joyce sanno che  molti dei suoi racconti e romanzi hanno migliaia di allusioni e citazioni di canti popolari e classici. E’ meno noto che il grande scrittore James Joyce era anche cantante e compositore. E che gli capitò di condividere il palco con il cantante lirico John McCormack.

joyce_pianoDi solito è ritratto al pianoforte  ma Joyce suonava anche la chitarra (la foto sopra, 1915,  fu scattata a Trieste dall’amico Ottacaro Weiss ). La chitarra di piccole dimensioni è ora in fase di restauro.

James Joyce Plays the Guitar, 1915

Restauro della chitarra di James Joyce

James Joyce the… Musician?

 James Joyce as a tenor

[youtube_sc url=”http://youtu.be/CPjgE29xi1k”%5D

Profondo Schumann

“Ricordo con emozione la registrazione del Concerto per violino e orchestra  di Robert Schumann che feci con lui (Wolfgang Savallish, ndr) e la Bayerisher Rundfunk, a Monaco di Baviera. È una composizione di grande profondità concettuale, da cui emergono la sofferenza e l’angoscia che tormentavano l’autore nell’ultimo periodo della sua vita, quando era già molto malato. Molti liquidano questo concerto dicendo che è «scritto male», perchè è di difficile comprensione per il pubblico, che si aspetta i virtuosismi della letteratura romantica più nota (per esempio, Čajkovskij, Mendelssohn, Paganini). Schumann, invece, ha scavato nel profondo, preferendo la tessitura bassa del violino, il suono drammatico, evitando i funambolismi brillanti, senza concedersi sentimentalismi”.

 (da Uto Ughi, Quel diavolo di un trillo, Einaudi, pag. 64)

Uto Ughi: scuola troppo lontana dalla musica classica – Rainews24

[youtube_sc url=”http://youtu.be/_MUvorRu6uI”%5D